L'arch. Vera Greco, direttrice del Parco archeologico Naxos-Taormina
L'arch. Vera Greco, direttrice del Parco archeologico Naxos-Taormina

«Il Parco di Naxos-Taormina sta portando avanti un forte impegno quotidiano finalizzato alla valorizzazione ma anche ad una migliore comunicazione della bellezza del patrimonio che questo ente gestisce. Vogliamo dare un’offerta di qualità per 12 mesi l’anno e il nostro obiettivo è quello di rendere appetibile l’offerta stessa per un pubblico di tutte le età». Lo afferma l’arch. Vera Greco, direttore del Parco di Naxos-Taormina, ente che con l’impegno del personale ed anche grazie all’avvenuto conseguimento dell’autonomia finanziaria guarda ad un futuro roseo, all’insegna di un perfetto equilibrio tra la cura per la storia e l’attenzione per le opportunità della modernità.

Il cambio di nome. Proprio nei giorni scorsi, intanto, l’assessore uscente ai Beni Culturali, Aurora Notarianni ha firmato il decreto che modifica il nome del Parco di Naxos, aggiungendo alla dicitura anche la parola “Taormina”. «Il cambio di nome è un fatto importante – spiega l’arch. Greco -, perché Naxos è legata a Taormina come Taormina è legata a Naxos, perché Taormina è stata fondata dagli abitanti di Naxos dopo la seconda distruzione e l’una non avrebbe senso senza l’altra. Diversamente le due realtà sarebbero monche, quindi storicamente, paesaggisticamente e architettonicamente c’è un legame forte da rinsaldare e da valorizzare. Senza dimenticare Francavilla che è sub-colonia di Naxos».

Oltre le avversità. «Affrontiamo grandi criticità – evidenzia il direttore del Parco di Naxos-Taormina – per una dotazione amministrativa che a parità di bilancio ci dovrebbe vedere praticamente superiori al Parco della Valle dei Templi di Agrigento. Invece al momento io ho una sola unità operativa, in un contesto complesso nel quale siamo a tutti i livelli controllati dallo Stato, dalla Tesoreria e dalla Corte dei Conti. È chiaro che non siamo un semplice Museo ma un Parco con tante competenze e tante responsabilità. Ciò nonostante, stiamo cercando con grande impegno non solo a sopperire alle difficoltà ma anche ad andare avanti. Abbiamo dematerializzato il processo amministrativo e siamo passati dalla scrivania normale a quella virtuale e possiamo lavorare anche da casa nostra, pure il sabato e la domenica. Non c’è più lo schema del semplice orario di ufficio ma una flessibilità assoluta, sempre con trasparenza massima e stiamo attuando, in sostanza, l’informatizzazione della Pubblica Amministrazione che la Regione chiede».

La sfida del G7. E in queste ore, alle porte del G7 per le Pari Opportunità, il Parco di Naxos-Taormina si appresta a presentare “Lifting Theatre”, ripercorrendo la sfida affrontata e vinta con l’avvenuto maquillage del Teatro Antico la scorsa primavera: «Il G7 – racconta Vera Greco – è stato un momento straordinario e per questo abbiamo fatto un libro curato dal Parco di Naxos- Taormina, ripercorre le varie fasi dei lavori di riqualificazione del Teatro Antico attraverso i contributi di tutti gli attori coinvolti e degli archeologi Giuliano Volpe, Daniele Manacorda e Francesco Muscolino. È un’esperienza che meritava di non essere dimenticata, il G7 è stato un esperimento più che un’esperienza e tutto è riuscito nella migliore maniera. Il Teatro è una cosa meravigliosa che sta lì da 2400 anni, si può restaurare ma si può anche pensare ad un restauro con progettualità architettonica, una cosa cioè più dinamica guardando al futuro. Noi non ci fermiamo mai, andiamo avanti con il contributo di autorevoli studiosi che non hanno bisogno di presentazioni».

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