Funivia
Funivia Taormina-Mazzarò

Il destino dell’elipista resta un rebus e la questione viene seguita con attenzione anche da Asm, spettatrice per forza di cose interessata della vicenda. L’utilizzo dei terreni di Piano Piscina come elipista hanno, infatti, imposto dallo scorso maggio lo stop temporaneo al passaggio delle cabine quando viene utilizzata l’elipista, sita a pochi passi dai piloni dell’impianto su fune che collega Taormina centro e la zona mare. La funivia cioè viene fermata per motivi di sicurezza, per poi ripartire quando la pista è libera. A fare il punto della situazione su questo fronte è l’ing. Sergio Sottile, direttore d’esercizio della funivia di Taormina. «All’inizio, indubbiamente, i disagi erano significativi ed eravamo costretti a bloccare la funivia con tempi lunghi poi per la ripartenza dei servizio, rimanendo fermi anche per mezz’ora a volte. L’elicottero attendeva l’ambulanza per effettuare le operazioni di elisoccorso ed era per noi un disagio enorme. Adesso abbiamo trovato una procedura in grado di limitare i disagi e cioè completiamo la corsa appena sentiamo l’elicottero che sta per arrivare in zona. A quel punto, se l’elicottero lascia i motori accesi fermiamo le corse e aspettiamo che vengano espletate le operazioni di elisoccorso. Altrimenti proseguiamo le corse quando l’elicottero riaccende i motori noi blocchiamo di nuovo la funivia. Abbiamo cercato di trovare un’intesa per coniugare l’utilità della pista con la nostra esigenza di non ledere l’attività della funivia, che soprattutto in un primo momento subiva delle interruzioni certamente poco gradite all’utenza».

Il paradosso di Piano Porto. «È assurdo che Taormina non abbia avuto sin qui un’elipista – continua l’ing. Sottile – ma è altrettanto vero che l’altra elipista, quella realizzata e smontata dopo il G7, in contrada Piano Porto sarebbe stata perfetta, quella più idonea e avrebbe avuto un avvicinamento senza ostacoli. È un paradosso ma soprattutto un vero peccato che sia stata smontata appena finito il G7. La pista a Piano Porto non avrebbe interferito in alcun modo con i mezzi di trasporto e magari avrebbe anche attratto il turismo di lusso. C’è stata una certa miopia della politica nella gestione del problema e nel non confermare quell’opera, sulla quale si poteva cercare un accordo con il privato che detiene la proprietà dei terreni». Se il Cru dovesse dare parere positivo alla variante urbanistica, il Comune pensa già ad un utilizzo della pista di Piano Piscina per finalità anche turistiche, con elicotteri che arriverebbero con una maggiore frequenza in zona, e a quel punto Asm cosa farebbe per salvaguardare la funivia da altre interruzioni? «È presto per fare valutazioni, vedremo come andrà a finire il caso. La questione ad oggi non mi preoccupa ma in quella eventualità si dovrebbe gestire la situazione con intelligenza e servirebbe un protocollo d’intesa tra le parti. La soluzione che immagino sarebbe quella di predisporre un coordinamento via radio, di certo la funivia è un servizio fondamentale per la città di Taormina».

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