Elipista
Elipista

Ancora un nulla di fatto al Cru a Palermo per la decisione sulla richiesta di variante urbanistica proposta dal Comune di Taormina in favore della permanenza definitiva dell’elipista in contrada Piano Piscina (zona Bongiovanni). Il Consiglio Regionale per l’Urbanistica, riunitosi nelle scorse ore a Palermo con all’odg la vicenda taorminese, ha deciso infatti di spostare nuovamente ad altra data la discussione sull’opera realizzata in occasione del G7 dello scorso maggio e adesso al centro di un braccio di ferro tra il Comune che ne richiede la conferma, sulla base della delibera di Consiglio comunale del 16 febbraio scorso, e la Soprintendenza che ritiene invece l’opera “abusiva” e sostiene che sia “non conforme allo strumento urbanistico”. La motivazione formale del rinvio della trattazione del punto è che si è reso necessario riassegnare l’istruttoria del procedimento per fattori non tecnici ma contingenti. Da qui il rinvio a data da fissare con provvedimento interno al Consiglio regionale dell’Urbanistica.

L’ipotesi del silenzio-assenso. A questo punto lo scenario che potrebbe farsi spazio, in caso di un allungamento significativo dei tempi, è che il procedimento possa superare la fatidica soglia dei 120 giorni, quella cioè che potrebbe portare ad una approvazione d’ufficio e al cosiddetto “silenzio-assenso”. Al momento questo termine è già a metà strada nel percorso che potrebbe anche portare a quel “silenzio-assenso”, visto che la pratica è stata iscritta al Cru lo scorso settembre e da allora sono già trascorsi due mesi e un paio di sedute in cui il punto è stato di volta in volta rinviato. C’è anche da tenere conto dell’avvenuto cambio di Governo, sulla base delle elezioni regionali tenutesi domenica scorsa, quindi si dovrà attendere l’insediamento del nuovo presidente della Regione Nello Musumeci e poi la nomina della Giunta e la conseguente indicazione di colui che sarà il nuovo assessore regionale al Territorio ed Ambiente al posto dell’assessore uscente Maurizio Croce. Una tempistica che magari non sarà lentissima ma neppure rapidissima e che, in linea al momento puramente teorica, potrebbe anche avvicinare la questione a quei 120 giorni che rappresentano un potenziale spartiacque nel destino dell’elipista.

Il braccio di ferro. La Soprintendenza, come si ricorderà, aveva intimato lo smontaggio dell’elipista con provvedimento che riguardava la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione Siciliana e il Comune di Taormina, evidenziando il carattere provvisorio dell’autorizzazione data lo scorso febbraio in conferenza dei servizi, allora in ottica G7 di maggio. L’assessorato ai Beni Culturali ha poi annullato l’ordinanza delle Belle Arti, accogliendo il ricorso gerarchico presentato dal Comune di Taormina e richiamando “l’interesse pubblico alla salute perché la struttura verrebbe utilizzata a supporto del Reparto di Cardiochirurgia pediatrica del locale ospedale, sito ad un chilometro di distanza”. La questione resta, insomma, in bilico, mentre il Comune confida di ottenere l’ok del Cru per poi utilizzare l’area non solo per elisoccorso ma anche con destinazione turistica e già si valuta a Palazzo dei Giurati la soluzione di un bando di gara da indire per la gestione della pista proprio in caso di eventuale nulla osta da Palermo alla variante urbanistica.

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