Il consigliere comunale Eugenio Raneri
Il consigliere comunale Eugenio Raneri

«La Fondazione Taormina Arte al momento non esiste, è soltanto una scatola vuota. Non c’è nessuna approvazione statutaria, nessun conferimento, di patrimonio del Comune di Taormina e nemmeno del Comune di Messina o della Città Metropolitana. Dovremo parlarne subito in Consiglio comunale e con il nuovo Governo regionale, presentando intanto ricorso al decreto istitutivo fatto dall’assessorato al Turismo». Lo afferma il consigliere di opposizione Eugenio Raneri che va all’attacco sull’iter che era stato portato avanti nella legislatura appena conclusa dall’allora assessore al Turismo Anthony Barbagallo e nello specifico dall’attuale commissario straordinario della Fondazione TaoArte, Pietro Di Miceli.

le ragioni del consigliere. «Il Consiglio comunale ad oggi non ha approvato lo statuto ed anzi aveva bocciato la prima proposta fatta allora dal commissario Di Miceli – spiega Raneri – mentre la successiva versione dello statuto, poi modificato, non si sa come sia possibile che stia andando avanti senza una decisione del Consiglio comunale. E non è stato nemmeno fatto il conferimento del patrimonio dagli enti che dovrebbero comporre la Fondazione. Nel caso di Taormina il sindaco propone il conferimento di Badia Vecchia mentre il Consiglio comunale aveva individuato l’ex pretura di Corso Umberto, che sarebbe la sede più idonea, volendo anche ricordare che ad oggi su Badia Vecchia c’è ancora una destinazione d’uso museale. Il Consiglio comunale, in ogni caso, dovrà essere convocato con urgenza sul ricorso da fare al decreto istitutivo fatto dall’ex dirigente generale dell’assessorato al Turismo, questione sulla quale bisognerà muoversi in fretta anche perché si avvia alla scadenza dei termini utili per l’opposizione». Il decreto di cui parla Raneri è quello pubblicato sulla Gurs del 13 ottobre 2017, atto n.1011/88 del 19 maggio 2017 di “Riconoscimento della personalità giuridica della Fondazione Taormina Arte Sicilia in forma abbreviata Fondazione TaoArte Sicilia, con sede in Taormina, e contestuale approvazione dello Statuto”. Con l’atto in oggetto veniva approvato il tutto ed in particolare lo statuto, parte integrante del verbale redatto dal notaio, dott.ssa Adele Perna, il 13 febbraio 2017.

Frecciate al commissario. «Sulla Fondazione le decisioni spettano al Consiglio e non ad altri – continua Raneri -, pertanto saremo noi consiglieri che dovremo determinarci sullo Statuto. Dovremo, per ovvi motivi, attendere l’insediamento del nuovo governo, discuterlo e parlarne a Palermo, dove comunque il nuovo presidente della Regione Nello Musumeci ha già seguito da vicino la questione e la conosce. Di certo c’è che ad oggi non si comprende come il commissario stia svolgendo le attività della Fondazione e su quali basi. Occorre fare una ricognizione dei debiti, sulla quale nutriamo seri dubbi che la Regione abbia previsto una adeguata copertura. Nutriamo altresì delle perplessità anche sulla valutazione del marchio TaoArte, sul piano economico come su quello strategico. Non si conoscono gli strumenti che avrà a disposizione la Fondazione per agire e va evidenziata la questione del personale».

Tutelare tutto il personale. «L’ormai ex assessore Barbagallo – conclude Raneri – aveva detto e rassicurato che sarebbe stata assicurata la permanenza sia del personale amministrativo che di quello tecnico, mentre secondo quanto previsto dal Commissario Di Miceli quello tecnico non è stato assolutamente preso in considerazione. Eppure l’allora assessore Barbagallo si è avvalso del personale tecnico di Taormina Arte per le manifestazione estive di TaoArte, circuitate anche in altre località della Sicilia. È evidente che su questi presupposti la Fondazione attuale non esiste e dovremo rivedere tutto in Consiglio comunale».

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