Il terreno della piscina comunale
Il terreno della piscina comunale

Spunta un altro braccio di ferro sulla piscina comunale ma stavolta non si tratta dell’estenuante contesa recente tra il Comune di Taormina e il Cvsm, ente gestore dell’impianto natatorio. Per la casa municipale c’è infatti da dirimere un altro contenzioso che dura ormai da parecchi anni e concerne il pagamento dell’esproprio dei terreni effettuato in passato nell’area, allora di proprietà privata, in cui il Comune ha inteso realizzare la piscina. Si tratta del cosiddetto “contenzioso Ferrara” e di un esproprio che riporta negli Anni Ottanta. Alle somme già versate per circa 5 milioni di euro, ora il Comune deve aggiungere una restante quota non ancora versata e sulla quale si sono registrate delle sentenze favorevoli al privato, che chiede allo stato attuale delle cose 3 milioni e mezzo di euro. Le somme, questi 3,5 milioni, sono state già inserite dalla Giunta nel piano di riequilibrio finanziario presentato al Ministero dell’Interno e alla Corte dei Conti, ora i vertici di Palazzo dei Giurati puntano ad una rivisitazione della cifra da pagare. In sostanza di certo c’è che il Comune dovrà pagare al privato una rimanente parte ancora non versata e ciò anche sulla base di apposite sentenze.

Il tentativo di riconteggio. Ma il Comune intende dare mandato al proprio legale di effettuare un riconteggio della pratica per accertare se effettivamente ammonta al suddetto importo di 3,5 milioni quanto dovuto al privato nei confronti del quale a suo tempo è stato effettuato l’esproprio. La convinzione dell’Amministrazione è che l’importo da pagare possa essere più contenuto e, dunque, la stima effettuata dalla controparte sarebbe da ritenersi eccessiva e da riconsiderare. Si tratta di una vicenda che va avanti da parecchio tempo e sul quale adesso ci si avvia all’atto finale. La decisione di inserire un importo di 3 milioni e mezzo di euro nel piano di riequilibrio, mentre poi si sta per attivare una istanza di rivisitazione della somma, è stata presa in via prudenziale per evitare di incorrere poi in delle difficoltà in un secondo momento. Il Comune ha inteso prevedere nel piano di riequilibrio l’importo massimo da pagare, nel tentativo di scongiurare una situazione di scopertura finanziaria su questo debito nel momento in cui si arriverà alla definizione esatta di quanto dovrà essere pagato dall’ente locale. Altra storia è invece la questione del contenzioso in atto sulla piscina comunale, con il Cvsm, che vivrà la sua fase cruciale nei primi mesi del 2018.

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