Parcheggio Lumbi di Taormina
il parcheggio Lumbi di Taormina

Cinque milioni di euro previsti in bilancio subito e da versare ad Impregilo, poi il braccio di ferro in tribunale sui 40 milioni chiesti all’impresa e sui 40 mln che a sua volta l’impresa reclama da Palazzo dei Giurati. È la strategia tracciata dal Comune di Taormina nella estenuante vicenda del lodo Impregilo in atto ormai da un ventenni. La storia è quella che, come si ricorderà, vide il Comune di Taormina inizialmente sconfitto in sede di giudizio in primo e secondo grado ma che ha poi è culminata nel ribaltamento in extremis della situazione in Cassazione, quando nel 2010 la Corte Suprema ha stoppato la richiesta di Impregilo che puntava al prelievo immediato di 24 milioni di euro delle casse di Palazzo dei Giurati. Lo scontro legale tra il Comune e l’impresa milanese, che realizzò i parcheggi Lumbi e Porta Catania ed il sistema di gallerie connesse per la viabilità a Taormina, è ancora lontano dalla conclusione e l’Amministrazione sta pianificando le prossime mosse.

Nel piano di riequilibrio finanziario, che attende di essere vagliato dal Ministero dell’Interno e dalla Corte dei Conti, è stato inserito dalla Giunta il pagamento di 5 milioni ad Impregilo per un’altra causa con sentenza già passata in giudicato e dove quindi si dovrà procedere necessariamente al versamento delle somme all’impresa con relativo stanziamento “spalmato” su tre esercizi finanziari. Il resto della contesa invece è una storia tutta da scrivere che potrebbe portare, a lungo andare, ad una sorta di “pareggio” finale e cioè di compensazione tra le rispettive pretese che avanzano le parti. Il Comune lamenta, nei confronti di Impregilo, in base agli esiti del collaudo parcheggi danni per oltre 40 milioni di euro ed è identifica la cifra che, a sua volta, reclama Impregilo nei confronti dell’ente locale. È un dare-avere che si equivale, insomma, quello dell’interminabile battaglia in atto nel lodo parcheggi. Il Comune attende che vengano fissate le prime udienze in tribunale sul risarcimento danni avanzato nei confronti dell’impresa.

L’ipotesi della compensazione. L’ennesimo scontro avrà prevedibilmente tempi lunghi e allora un’ipotesi che si fa largo è quella di una possibile convergenza tra le parti per provare a compensare le relative richieste e chiudere la questione, riprovando la strada di una transazione come in passato anche se stavolta su basi differenti. Altrimenti trascorreranno ancora mesi e anni prima di una definizione delle cause e il lodo Impregilo rischia di diventare un tormentone interminabile. Negli anni si è già tentata la strada della transazione che poi non si è concretizzata quando ancora il Comune tuttavia era risultato soccombente nei primi due gradi di giudizio e quando l’incombere della Cassazione veniva vista con rassegnazione come un’altra probabile sconfitta della casa municipale taorminese. Poi da Roma è stato decretato il no alla richiesta di Impregilo che voleva l’esecutività immediata del decreto ingiuntivo da 24 milioni di euro e venne anche disposto un nuovo processo in Corte d’Appello a Messina. Ad un certo punto il Comune aveva anche valutato persino l’opportunità di dare in gestione ad Impregilo il parcheggio Porta Catania ma come detto l’esito della contesa si è completamente riaperto ed anzi riequilibrato proprio in Cassazione.

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