Beppe Picciolo
Beppe Picciolo

Rimane fuori dagli eletti all’Ars del Collegio di Messina l’ormai ex deputato messinese Beppe Picciolo. Il leader di Sicilia Futura raccoglie 10 mila 242 preferenze complessive nelle varie sezioni messinesi ma non bastano per la riconferma al Parlamento Siciliano. Il flop più clamoroso Picciolo lo incassa a Taormina, dove ha ottenuto soltanto 120 preferenze ed il sostegno dei suoi referenti locali è parso praticamente “impalpabile”. Il dato di Taormina fa rumore perché il gruppo Pdr-Sicilia Futura, e nello specifico Picciolo, a Taormina può contare sulla presenza del coordinatore locale Mario D’Agostino (ex vicesindaco), ed anche sull’attuale vicesindaco della città, Andrea Raneri, come pure ha aderito nei mesi scorsi al gruppo l’attuale presidente della Rete Fognante, Bruno De Vita. Inoltre fanno parte del gruppo Picciolo in Consiglio comunale i consiglieri taorminesi Salvo Brocato, Salvo Abbate e Antonio Lo Monaco. Sicilia Futura ha raggiunto la soglia del 5% ma il seggio per la lista è scattato a Palermo, lasciando fuori dai giochi quindi Picciolo.

Gli altri non eletti. Fuori dall’Ars rimane anche Giovanni Ardizzone, presidente uscente dell’Assemblea regionale, che sosteneva in questa tornata pure lui Micari nella lista Alternativa Popolare. Nella lista rimane fuori dall’Ars pure Matteo Francilia. In Forza Italia “l’uragano” Genovese jr travolge i nomi più gettonati e lascia fuori Nino Germanà e Santi Formica, scavalcati nella corsa al secondo posto da Tommaso Antonino Calderone. Niente da fare, infine, anche per Giuseppe Laccoto, superato nella lista del Pd e nella corsa all’unico seggio disponibile da Franco De Domenico, che veniva sostenuto in particolare dal mondo dell’Università di Messina.

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