Automedica

Monta la protesta a Taormina per l’avvenuta soppressione dell’auto medica, che era stata istituita e attivata nel territorio della località turistica nel 2012 e che dal 1 novembre scorso è stata ora cancellata dall’assessorato regionale alla Salute. I Comuni del Distretto Sanitario stanno già programmando una missione alla Regione non appena sarà stato eletto il nuovo Governo e in alternativa si pensa anche ad una petizione analoga a quella che aveva portato alle 30 mila firme raccolte nei centri del messinese contro i tagli al 118. La decisione presa a Palermo ha sorpreso la comunità del primo polo turistico siciliano ed a questo punto desta anche preoccupazione perché si tratta di un primo soccorso specialistico che veniva dato ai pazienti nei casi di emergenze, un servizio che da questo momento non ci sarà più nonostante abbia contribuito a curare e salvare parecchie persone in questi anni. Adesso si rischia anche un “effetto domino” nelle ricadute sul territorio perché il rischio è quello che aumenti il numero di persone che poi si recheranno al Pronto Soccorso anche in delle circostanze di non emergenza e che sin qui potevano essere affrontate e risolte direttamente dal personale specializzato dell’auto medica. L’auto medica disponeva di un medico anestesista rianimatore, un infermiere di area critica (formato all’emergenza) e di un autista soccorritore.

Effetto domino sul sistema sanitario. L’equipaggio dell’auto medica di Taormina consentiva al paziente di poter usufruire di un automezzo considerabile una vera e propria postazione di Rianimazione su ruote, dotata di apparecchi elettromedicali avanzati, con possibilità di operare, tra l’altro in telemedicina come per il referto a distanza di un elettrocardiogramma. Senza questa struttura mobile per il primo soccorso si potrebbe determinare uno scenario nel quale gli utenti, come detto, si renderanno in qualsiasi caso al Pronto Soccorso dell’ospedale San Vincenzo e potrebbero intasare ulteriormente un reparto che già fa registrare numeri record in termini di accessi. Basti pensare che al Pronto Soccorso di contrada Sirina nei primi nove mesi di questo anno si sono registrati circa 20 mila accessi di pazienti e nella recente stagione turistica si è arrivati ad una mole di lavoro senza sosta dalle prime ore del mattino sino a tarda notte con 4 mila accessi ad agosto. L’auto medica era, insomma, un “filtro” che consentiva di andare oltre le normali dinamiche del trasporto in ospedale, con l’opportunità di un accertamento che era in grado di aiutare il paziente e che supportava la struttura ospedaliera impedendone l’intasamento per patologie affrontabili col primo soccorso assicurato da specialisti in anestesia e rianimazione e cardioanestesisti pediatrici.

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