Claudio Fava, il candidato presidente della Regione Sicilia della Sinistra
Claudio Fava, il candidato presidente della Regione Sicilia della Sinistra

«Sino alle ultime ore di campagna elettorale sono tutti lì a pietire voti, come se fosse un elemosina e l’ho detto e lo ripeto che è una logica da bottegai. Chiedete i voti per voi, per ciò che siete e per ciò che sapete fare». Lo afferma Claudio Fava, candidato presidente della Regione per la lista dei Cento Passi per la Sicilia. «Da due mesi c’è il lamento greco delle divisioni a sinistra da parte di Micari e dei ministri del Pd. Mi sembra che Micari e i dirigenti dem siano a corto di argomenti, quando dicono che non bisogna votare Fava: sono un disco rotto», attacca il candidato della sinistra. Anzi, «dalle indicazioni che ci arrivano non potendo rendere noti sondaggi, l’unico voto sprecato è quello per Micari», incalza. «In quella coalizione – sostiene – c’è chi fino a qualche giorno fa si tirava i calamai in testa, mi riferisco a Orlando e Crocetta, e ora sono insieme: questi due mesi di campagna elettorale confermano che la nostra è stata una scelta di prospettiva che non parla solo alla sinistra ma parte dalla sinistra e parla a tutti i siciliani. Girando proprio per la Sicilia anche alcuni elettori di centrodestra mi dicono che voteranno per me come presidente senza che io faccia appelli o inviti: io non chiedo i voti come fa Musumeci».

Riflessione su Cuffaro. «La mia simpatia in questo momento va a Cuffaro, che s’è fatto cinque anni di galera: Nello Musumeci lo scarica, mentre si carica dentro quello che ha prodotto il cuffarismo e conta di prendere i voti della lista che fa riferimento a quel mondo – afferma Fava – Rivedo l’idea di onestà che avevo espresso inizialmente su Musumeci, che sulla vicenda degli “impresentabili” ha voltato lo sguardo altrove fingendo che la responsabilità sia dei partiti che lo appoggiano». E riguardo a eventuali accordi, Fava è netto: «Penso che non ci sia spazio per accordi con nessuna parte politica, perché accordi a tavolino prima del voto sono da “ceto politico”; all’Assemblea regionale ci si ritroverà e se ci saranno convergenze e divergenze sarà sul merito delle cose».

Affinità con i grillini. «Col M5s – conclude Fava – ci sono sintonie su alcuni temi di fondo, dall’idea della trasparenza a quella di una politica al servizio dei cittadini, ma c’è una distanza sulle modalità con cui stanno tentando di portarle avanti. Penso alle liste di proscrizione sui possibili manager della sanità che mi sembrano una parodia politica, anche quella dell’Osce mi è sembrata una fanfaronata, così come parlare poco di mafia o strizzare l’occhio all’abusivismo».

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