Consegnati numerosi moduli da parte di cittadini presso il protocollo del Comune di Taormina
Consegnati numerosi moduli da parte di cittadini presso il protocollo del Comune di Taormina

Nella giornata di lunedì scorso, al protocollo di Palazzo dei Giurati, sono stati consegnati numerosi moduli da parte di cittadini che si sono espressi indicando preferenze sui possibili utilizzi di queste somme. Sull’argomento e sulla scelta tra queste opzioni i taorminesi sembrano avere ben pochi dubbi e la preferenza espressa propende decisamente sull’opportunità di sistemare l’area giochi della villa comunale di Taormina ormai da anni chiusa al pubblico per motivi di sicurezza e di fatto dismessa. Non potrebbe essere altrimenti, perché in città da tempo immemore non sono più presenti aree per lo svago e il divertimento dei bambini, non esiste una vera bambinopoli o qualcosa che abbia anche solo le parvenze di un’area con giochi per bambini.

Dal centro alle frazioni. Se Sparta piange, anche Atene non ride e insomma dal centro alle frazioni poco o nulla cambia. Alcuni giochi in verità sono stati collocati a suo tempo, nel 2013, a Trappitello dall’attuale Amministrazione poco dopo le elezioni comunali. La vicenda, tra l’altro suscitò anche delle polemiche visto che le somme impiegate sarebbero state in origine previste invece negli anni precedenti per Mazzeo. Ad ogni modo i giochi, a Trappitello, sono stati collocati in un punto poco o per nulla fruito dai bambini. A Mazzeo c’è una piazza (piazza Pablo Pino) dove si può trovare soltanto uno scivolo vecchio e poco sicuro che ha pure provocato la caduta di qualche bambino con relativa causa intentata contro il Comune di Taormina. Il quadro insomma è desolante, imbarazzante, certamente inaccettabile per una città che non sembra per niente avere a cuore le esigenze di svago e divertimento dei bambini. A Taormina si ha davvero l’impressione di vivere in una città del tutto estranea e insensibile alle esigenze dei più piccoli e che – cosa ancor peggiore – di questa carenza non se ne preoccupa minimamente. La scuola d’altronde rappresenta un’ulteriore dimostrazione di ciò.

Un treno da non perdere. E allora ecco l’opportunità preziosa della democrazia partecipata, treno in corsa da prendere al volo stavolta e che si poteva e doveva prendere anche prima: se non fosse che evidentemente a Palazzo dei Giurati si è sempre affaccendati in tante altre cose, per altro concludendo poi poco o nulla di produttivo per la collettività. La democrazia partecipata è entrata in vigore la legge regionale 5/2014. La disposizione in oggetto prevede l’applicazione del comma 1 dell’art. 6, concernente l’obbligo dei Comuni di destinare il 2% dell’assegnazione regionale di parte corrente con forme di democrazia partecipata. Lo si è fatto stavolta ma dal 2014 in poi il nostro Comune non si è adoperato per gli adempimenti per la corretta attuazione di quanto previsto da questa legge. Sono infatti trascorsi due anni senza che questi fondi siano stati impiegati per la democrazia partecipativa e al danno si è aggiunta la beffa visto che quei fondi sono poi tornati alla Regione. Ricapitoliamo: soldi che – repetita iuvant – potevano e dovevano essere spesi per i cittadini, non sono stati utilizzati e sono tornati alla “casa madre” a Palermo, come sancito dalla legge con la restituzione nell’esercizio finanziario successivo delle somme non utilizzate secondo la modalità prevista.

Le somme restituite a Palermo. Nei numeri ciò significa che, nel dettaglio, lo scorso anno sono stati sprecati ben 19 mila euro con i quali si sarebbe potuto, tranquillamente, approntare un parco giochi alla villa comunale. Sommando gli importi sin qui persi e restituiti alla Regione cosa e quanto si sarebbe potuto fare? Meglio non pensarci, anche perché in tutta questa situazione kafkiana si erano pure adoperate le associazioni taorminesi, attivatesi con ammirevole volontà per fare una raccolta fondi atta a finanziare il parco giochi alla villa e che avevano anche raccolto per questa finalità circa 5 mila euro. Il tutto mentre in Comune non si utilizzavano queste somme a disposizione proprio per scopi del genere. A riprova incontrovertibile che, sul piano della macchina burocratica e degli uffici (per non parlare ovviamente della politica) il Comune di Taormina andrebbe rivoltato come un calzino.

La svolta. Adesso il trend delle somme per la democrazia partecipata che tornano a Palermo senza esse spesi, per fortuna è stato stoppato e ribaltato dalla segretaria generale del Comune, Rossana Carrubba, alla quale va dato atto di aver impedito con la propria attenzione e rigorosità un’altra clamorosa autorete del Comune. Una segretaria che non fa miracoli o cose dell’altro mondo ma che fa semplicemente bene il suo lavoro, sta cercando di dare un minimo di organizzazione al Comune di Taormina e alla quale va dato atto di questa buona notizia. Una volta approvato il bilancio, entro fine anno, il 2% dei trasferimenti regionali potrà essere messo in bilancio per poter finalmente realizzare il parco giochi alla villa comunale di Taormina.

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