L’avevamo lasciata il 4 gennaio scorso, chiusa per carenze igieniche e strutturali, adesso la Casa di Riposo di Taormina dallo scorso luglio è di nuovo aperta e ha accolto nuovamente in città gli anziani che per diversi mesi erano stati trasferiti in un’altra struttura a Furci. All’interno dell’immobile di contrada S. Antonio il nuovo ente gestore, “Società Cooperativa XXI Aprile”, ha effettuato una serie di interventi finalizzati a rendere nuovamente funzionale la Casa di Riposo e sta ora predisponendo progetti ed opere dediti all’attivazione di nuovi impianti, finalizzati cioè a migliorare la vivibilità degli anziani e per la riabilitazione dei degenti ed anche per l’utenza del comprensorio di Taormina.

Interazione con il tessuto sociale. «Quando siamo entrati – spiega la dott.ssa Antonietta Labisi, responsabile della struttura – abbiamo fatto subito una valutazione non solo strutturale ma anche per gli impianti, quello idrico e quello elettrico. Abbiamo avviato una ristrutturazione parziale dell’immobile, che si articola su tre piani. Abbiamo deciso intanto di intervenire su una parte degli spazi a disposizione e su quello che occorreva fare per rendere agibili gli spazi. Abbiamo cercato di eliminare le più significative problematiche e siamo intervenuti soprattutto sugli interni e sull’impiantistica, anche per la sicurezza e sui punti luce, la centralina e su quanto era necessariamente da ripristinare e non funzionante. È stato un momento di gioia per gli anziani tornare a Taormina, e per loro doversi allontanare è stata una fase di turbamento. Abbiamo cercato di accoglierli subito nel miglior modo possibile e stiamo progressivamente cercando di garantire la migliore condizione di vivibilità agli anziani». «Questa struttura non può e non deve rimanere avulso dal contesto sociale della città e del comprensorio, vogliamo far interagire i nostri anziani con i bambini», aggiunge la dott.ssa Labisi.

Le condizioni degli anziani. «Molto ha nuociuto agli ospiti della casa di riposo – ha dichiarato il dott. Cesare Restuccia, che segue la situazione medica degli anziani – il trasferimento in uscita ed il ritorno. Senza entrare nel merito dei singoli, si sta però facendo molto per riportare gli anziani nelle migliori condizioni. Per pazienti fragili le situazioni non sono mai facili, sia psicologicamente che fisicamente. Oggi le condizioni della struttura sono molto migliori e sia la Regione che l’Asp non avrebbero chiuso la struttura allora se ci fossero state queste condizioni».

Il progetto del centro di fisioterapia. «Ci occupiamo di anziani che hanno diverse problematiche – ha sottolineato il dott. Gianfranco Valerioti, responsabile delle attività di fisioterapia e riabilitazione – ma ci si sta attivando per portare questi pazienti da una condizione disagiata ad un po’ di autonomia fisica e motoria. I progetti in atto sono ambiziosi e stiamo cercando di realizzare una palestra riabilitativa ed anche una piscina sia per le persone ospiti della struttura sia per quelle del territorio limitrofo. Cerchiamo cioè di aprire anche al pubblico esterno dando la possibilità di ricevere delle cure fisioterapiche».

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