Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia
Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia

Il presidente di Legambiente Sicilia, Gianfranco Zanna, si esprime in termini positivi sulla decisione del governo Gentiloni di fermare il tentativo di revoca dei piani paesaggistici siciliani portato avanti dall’esecutivo regionale presieduto da Rosario Crocetta. «Vittoria – ha esultato Zanna – Il governo nazionale ha accolto la nostra richiesta e ha impugnato il vergognoso articolo voluto dal governo Crocetta che permetteva alla politica di stravolgere e cancellare i piani paesaggistici, strumento tecnico di difesa dei territori. Una norma sbagliata, pericolosa, scritta anche talmente male che sarebbe stata comunque inapplicabile in Sicilia. Abbiamo sconfitto i cementificatori, quelli che vogliono operare senza regole, coloro i quali non sono ancora contenti dei tanti disastri e delle tante ferite subite dal nostro paesaggio e dalle nostre tante bellezze. Adesso andiamo avanti, con maggiore celerità e forza nell’approvazione degli altri piani paesaggistici a cominciare da quello di Palermo».

La soddisfazione del Circolo di Legambiente Taormina – Alcantara. «Con questa notizia sui piani paesaggistici possiamo azzardarci a pensare che i problemi che abbiamo voluto affrontare nella Conferenza: “Patrimonio fuori controllo. Piani paesaggistici. Parchi archeologici”, tenutasi nella nostra sede a Giardini Naxos, il 14 ottobre scorso, sembrano, lentamente e faticosamente, dirigersi verso le soluzioni che avevamo proposto». A dichiararlo sono fonti interne al circolo, una volta appresa la notizia dell’intervento del Governo Gentiloni. «E siamo felici che la nostra campagna di sponsorizzazioni e sensibilizzazione “Salvalarte Naxos – Taormina – Alcantara” con le sue Lezioni di Paesaggio in difesa dall’art. 9 della Costituzione e per la creazione di un turismo ecosostenibile, organizzata dal nostro circolo a partire dal 2012 abbia potuto dare il suo piccolo contributo nella grande battaglia contro l’incostituzionalità dei recenti tentativi di vanificare i piani paesaggistici siciliani (e dunque anche il valore da essi attribuito ai parchi archeologici) attraverso la norma ora impugnata dal governo nazionale – hanno proseguito i membri del circolo – Come abbiamo allora scritto era inconcepibile oltre che illegittimo che una politica regionale, per meschini interessi elettorali, potesse impunemente intaccare i principi di tutela del nostro patrimonio monumentale e paesaggistico sanciti dalla Costituzione, favorendo gli speculatori che hanno in così gran parte distrutto i nostri territori, quando è proprio nel suo straordinario paesaggio che la Sicilia dovrebbe trovare la sua più preziosa risorsa».

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