«Il 5 novembre la Sicilia non ha bisogno di un voto di protesta ma di un voto di testa, un voto ragionato. La protesta non basta e c’è la necessità di ponderare le scelte e le valutazioni. Allo stesso modo considero mio avversario l’astensionismo, che aiuta e sostiene solo il voto strutturato di chi ha già gestito la cosa pubblica negli ultimo 10, 15 anni, ovvero le persone che quelli come me si stanno impegnando affinché vengano mandate a casa. Spero in una forte presa di coscienza della riviera ionica e che venga premiata la politica del fare, per sostenere l’unica candidatura credibile del nostro territorio». Lo afferma Danilo Lo Giudice, sindaco di Santa Teresa di Riva, eletto l’11 giugno scorso con voto plebiscitario, e candidato all’Assemblea Regionale con la lista Sicilia Vera-Udc.

L’impegno per il territorio. «Sono stati mesi importanti – spiega Lo Giudice in una intervista a TaorminaToday – nei quali in continuità con i progetti ereditati stiamo attuando un’azione amministrativa intensa e che già nei cinque anni precedenti ha visto la nostra comunità protagonista. In questi quattro mesi ci siamo concentrati sui bandi regionali per il dissesto idrogeologico ed inerenti l’edilizia scolastica per andare a risolvere le relative problematiche. Noi ci auguriamo di fare ancora meglio di quanto ha fatto l’amico Cateno De Luca e abbiamo presentato a Palermo progetti per 21 milioni di euro finalizzati alla salvaguardia del territorio. I vari iter presentanti riguardano, tra l’altro, il torrente Savoca e il torrente Agrò, poi il contrasto all’erosione della costa, progetto di 9 milioni complessivi che ha già ottenuto un fondo di 4 milioni e mezzo nell’ambito del Patto del Sud. E poi un canale di gronda sul torrente Porto Salvo, a difesa del centro abitato, senza dimenticare un intervento per la frazione di Misserio. Stiamo, infine, partecipando ad un bando per la messa in sicurezza di un ultimo edificio scolastico per l’adeguamento sismico, mentre tutti gli altri sono già stati oggetto di intervento e sono all’avanguardia, rappresentando un fiore all’occhiello per la nostra comunità».

La candidatura all’Ars. «Ho deciso di scendere in campo per le Regionali ed è un percorso politico che devo dire all’inizio mi vedeva distante dalla politica perché anch’io non mi sentivo rappresentato da nessuno e la comunità di Santa Teresa non riusciva a dare risposte ai giovani. Poi mi sono candidato al Consiglio comunale, sono stato consigliere, presidente del Consiglio comunale e vicesindaco nella legislatura appena conclusa. Il nostro territorio, a Palermo, sinora non è stato degnamente rappresentato. Sto per compiere 31 anni ma ho già 10 anni di carriera politica e quindi di esperienza alle spalle. Molti giovani sono dovuti andare all’estero, o comunque fuori, per conquistarsi un futuro ed io da uomo delle Istituzioni sento la responsabilità di impegnarmi affinché si possa invertire la rotta. La buona politica esiste, lo abbiamo dimostrato a Santa Teresa di Riva, si tratta soltanto di avere la capacità di esportarla e renderla proficua per tutte le comunità».

Dare risposte concrete. «Io non voglio fare promesse – conclude Lo Giudice -, se non una cosa che vuole la gente: ridare cioè dignità al nostro territorio. Non è più possibile raccontare delle chiacchiere, la gente è stanca. Tra le priorità da attuare c’è quello della lotta al dissesto idrogeologico. C’è bisogno di dare risposte concrete. La classe politica eletta a Palermo sinora non ha rappresentato questo comprensorio ed è assurdo che non si riesca a fare turismo 12 mesi l’anno. Gli imprenditori fanno la loro parte ma non hanno avuto il sostegno della politica: l’eccessiva burocratizzazione ha messo in difficoltà chi voleva o vorrebbe investire. E che dire della frana a Letojanni? A due anni da quella frana ci hanno dovuto pensare i cittadini a sollevare il caso e a quel punto la gente è stanca della politica e di chi non rappresenta in maniera degna questo territorio».

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