l'ex consigliere comunale Eugenio Raneri
l'ex consigliere comunale Eugenio Raneri

Si inasprisce il contenzioso tra Cvsm e Comune sulla piscina e sulla vicenda il consigliere di opposizione Eugenio Raneri invita l’Amministrazione ad avviare un tavolo di discussione con il Cvsm per «chiarire in via definitiva la situazione», ipotizzando un accordo sul contratto di gestione della piscina (che per il Comune sarebbe già scaduto e che per il Cvsm invece avrebbe durata sino al 2027) e con una revisione della questione dei pagamenti delle utenze.

Dialogare per chiarire. «Anziché investire ingenti risorse sul contenzioso e su incarichi a vari legali – afferma Raneri -forse è opportuno che ci si sieda ad un tavolo, se l’ente gestore riterrà di volerlo fare, per ridefinire una volta per tutte la questione della gestione della piscina e trovare una soluzione che vada oltre le polemiche e le azioni legali». «Il contratto fatto nel 2008 sulla piscina – spiega Raneri – merita una rivisitazione, le clausole contrattuali non sono quelle di una concessione e appaiono molto superficiali e lascia perplessi che debba essere il Comune debba pagare le utenze in una struttura del genere. Il contratto va rivisto andando al di là della questione della durata, sulla quale si può trovare un punto di incontro e che non può essere l’aspetto centrale della vicenda. Il Cvsm rivendica anche un finanziamento perso per i terreni di contrada Bongiovanni ma in ogni caso l’elipista non confligge con la possibilità di fare servizi complementari accanto alla piscina. Quei terreni di contrada Bongiovanni in origine dovevano servire per servizi turistici in favore della città. Ad ogni modo ci sono anche errori che non sono imputabili al Comune di Taormina, inoltre il progetto per la cittadella sportiva non è mai arrivato in Consiglio comunale».

La questione delle utenze. «Il Comune – continua Raneri – dovrebbe farsi promotore di un incontro per ridefinire semmai i termini contrattuali della concessione dell’immobile. Il contratto va ricondotto ad altri presupposti, le utenze (acqua, luce e gas) e la manutenzione ordinaria devono competere all’ente gestore e non al Comune. Le quote pattuite e ora rivendicate dal Cvsm se effettivamente a loro spettanti devono essere riconosciute, sulla base di atti che vadano a rendicontare e certificare il tutto».

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