Antonio D'Aveni con Nello Musumeci
Antonio D'Aveni con Nello Musumeci

Dura presa di posizione del presidente del Consiglio comunale di Taormina, Antonio D’Aveni sulle irrisolte problematiche dei plessi scolastici della città ed in particolare sul mancato avvio dei lavori di adeguamento per finalità scolastica dell’immobile delle Suore. D’Aveni, impegnato in questa fase nella corsa all’Ars che lo vede candidato nella lista Diventerà Bellissima, a sostegno di Musumeci, interviene nel suo ruolo di presidente dell’assemblea consiliare e sferza la Giunta. «Sulla situazione delle scuole – afferma D’Aveni – il tempo degli annunci e delle chiacchiere è finito. Ravviso una preoccupante ed inspiegabile situazione di stallo, con una interminabile serie di continui ritardi e rinvii dei lavori. Nella qualità di presidente del Consiglio comunale e di primo firmatario di una mozione con la quale il Consiglio stesso ha impegnato l’Amministrazione ad effettuare dei lavori di somma urgenza per la sistemazione dell’immobile delle Suore, dico che sono stufo e non è più in alcun modo giustificabile quanto sta accadendo. Ritengo altresì doveroso condividere il senso di delusione e la preoccupazione delle famiglie taorminesi che da tempo attendono la risoluzione dei problemi nei plesso scolastici locali».

Ultimatum sui lavori. «Pertanto – continua D’Aveni – se entro fine dicembre non saranno stati avviati i lavori di sistemazione dell’immobile delle Suore chiederò personalmente le dimissioni in primis dell’assessore ai Lavori pubblici. Intendo contattare la dirigente scolastica del Comprensivo 1 e la rappresentante del Consiglio di Istituto per ribadire il mio supporto alle loro istanze e sono pronto a sollecitare io stesso che venga organizzata la manifestazione di protesta prospettata dai genitori. Sono pronto a prendere parte al loro fianco ad una protesta che intende difendere i bambini, la sicurezza e la salute dei nostri figli».

Situazione imbarazzante. «Ho messo la mia faccia e il mio voto – aggiunge D’Aveni -, sono stufo e non posso tollerare il perdurare di questo imbarazzante stato di cose. La politica deve dare risposte ai cittadini e alla comunità, non si può fermare alle dichiarazioni di intenti. Ovviamente ritengo prevedibile che qualcuno potrà interpretare questo mio intervento come una manovra elettorale ma non è cosi. Da presidente del Consiglio e da cittadino non posso accettare il reiterato e invio di lavori che sarebbero dovuti partire già da tempo e per me è doveroso prendere le distanze da lentezze che non appartengono alla mia persona, al mio modo di fare politica e al rispetto che ho per le famiglie taorminesi».

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