Roberto La Rosa, candidato presidente alla Regione del movimento dei
Roberto La Rosa, candidato presidente alla Regione del movimento dei "Siciliani Liberi"

«I tagli alla Regione dallo Stato, furti dal prelievo tributario dei Siciliani, non sono una cosa astratta. Le scuole siciliane hanno subito un taglio di budget tale che, a parte gli stipendi pagati dallo Stato, in pratica non possono fare più nulla. I candidati coloniali dei partiti italiani naturalmente tacciono. Noi no!». Lo afferma Roberto La Rosa, candidato alla presidenza della Regione per “Siciliani Liberi”. «Lo Stato ruba alla Sicilia 10 miliardi l’anno e le scuole siciliane chiudono», aggiunge il candidato governatore che accusa i partiti e le altre coalizione di tacere e glissare sulla scottante problematica.

La questione dell’autonomia. Poi La Rosa approfondisce la vicenda dell’autonomia rivendicata in queste ore, dopo il referendum di domenica scorsa, da Lombardia e Veneto, mentre la Sicilia che Regione a Statuto speciale lo è già, non riesce a far valere i suoi diritti: «I partiti chiedono il voto in Sicilia, tutti, in Lombardia e in Veneto si sono schierati per il SI all’autonomia speciale. Sapete cosa significa? Noi non abbiamo nulla contro l’autonomia delle altre regioni, e proviamo simpatia per gli indipendentisti veneti ci mancherebbe… Ma questa Autonomia, soprattutto quella lombarda, è una truffa, perché loro vogliono trattenere nella loro regione il reddito che le loro imprese producono nel resto del Paese. Siccome la sede legale di tutte le più importanti aziende italiane è a Milano e dintorni, sembra che quasi tutto il reddito nazionale sia prodotto da quelle parti. Ma non è così. E siccome è un’Autonomia coi nostri soldi, noi siamo contrari. Noi chiediamo da 71 anni invano l’attuazione dell’art. 37, cioè della regionalizzazione dei tributi. E loro che fanno? La regionalizzano al contrario? Dando i tributi nel luogo in cui ha sede legale l’impresa anziché nel luogo in cui il reddito viene prodotto? Bene, ne parliamo, ne dobbiamo parlare, perché gli altri partiti, i partiti italiani, tacciono tutti sulla questione. Se non ci saremo noi in Ars e nel Parlamento italiano chi difenderà mai la Sicilia?»

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