Nello Musumeci, candidato governatore del centrodestra
Nello Musumeci, candidato governatore del centrodestra

«Dopo queste elezioni non parteciperò ad altre avventure elettorali quindi voglio subito chiarire che se dovessi trovarmi davanti qualcuno che pensa che la Sicilia è quella di venti anni fa in cui si può condizionare il potere del capo del governo siciliano, deve prepararsi a essere cacciato fuori». Il monito è di Nello Musumeci, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione. «I siciliani devono sapere che il maggiore garante di questo progetto sono io, con la mia storia – prosegue Musumeci – non c’è un avversario che dica che io sia stato sfiorato dalla magistratura, e in questo mi considero un vincitore morale». Poi una frecciata al candidato dei Cinque Stelle. «A differenza di Cancelleri – ha detto poi Musumeci – i manager non li cerchiamo fuori dalla Sicilia: è una vergogna che un candidato presidente della Regione possa mettere in dubbio che questa regione abbia i talenti e le responsabilità necessarie a guidare la sanità».

Il voto disgiunto. Infine l’appello di Musumeci al voto utile ed anzi a quello disgiunto tra la preferenza per l’Ars e quella per la presidenza della Regione: «Dopo cinque anni di “sciagura crocettiana”, se vogliamo evitare altri cinque anni di “sciagura grillina”, io credo che gli elettori liberi, le persone perbene del centrodestra e del centrosinistra, non possano che sostenere il nostro impegno. Io voglio essere il riferimento di tutta la Sicilia che non si arrende alla desertificazione di questa terra, e noi dobbiamo impedire che i grillini possano condannare alla paralisi e allo stallo una Sicilia che invece ha bisogno di dinamismo, di vigore, di ritrovare la speranza, di guardare al futuro. Ha bisogno di un messaggio di pace, non un linguaggio violento. Abbiamo bisogno di mettere assieme tutte le persone di buona volontà: ecco perché faccio un appello anche agli elettori che hanno votato e che magari voteranno Pd in queste elezioni, ognuno con il proprio candidato, ognuno con la propria lista. Ma per la preferenza, e lo dico con tutto il rispetto per l’uomo, ma seguendo la logica dei numeri, sono convinto che oggi votare Micari significherebbe votare Beppe Grillo. E questo non ce lo possiamo permettere».

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