Micari e Renzi
Fabrizio Micari e Matteo Renzi

«A noi le chiacchiere, gli spot elettorali e le promesse buone per ogni campagna elettorale non interessano. Non interessano agli agricoltori, ai pescatori e ai siciliani che ogni giorni si impegnano per lottare contro la crisi». Così Fabrizio Micari si rivolge ai suoi elettori a pochi giorni ormai dalle Regionali e preannuncia il ritorno in Sicilia di Matteo Renzi per la conclusione della campagna elettorale. «Dopo alcuni importanti impegni internazionali – afferma Micari -, Matteo Renzi sarà nuovamente in Sicilia al mio fianco. Nuovamente perché è stato già il 5 e 6 settembre con me a Taormina, Catania, Ragusa, Sciacca e Marsala. L’ho sentito in questi giorni al telefono, era in treno verso Matera, Capitale della Cultura 2019, altra tappa di questo straordinario viaggio che sta facendo e che ha chiamato “Destinazione Italia” e mi ha confermato che farà tappa qui. Matteo ci mette la faccia sempre, perché in gioco non c’è Renzi o Micari, ma il futuro del Paese e della Sicilia. Fatevene una ragione, siamo persone serie, siamo gente che ha coraggio, ha a cuore non una poltrona ma il destino degli italiani e dei siciliani. Per questa ragione il 5 novembre gli elettori ci premieranno e vinceremo questa sfida con gentilezza e determinazione».

Poi Micari torna sulla questione del comparto produttivo: «Le organizzazioni di categoria del comparto agricolo in Sicilia ci chiedono interventi di sostegno, meno burocrazia e più tutela per i prodotti siciliani. Dobbiamo investire su un settore che può essere trainante per l’economia dell’isola con misure destinate all’innovazione, con un sistema dei trasporti reso finalmente funzionale alle esportazioni, e con più snelli percorsi di accesso alle risorse europee. Abbiamo le idee chiare. Nel campo delle esportazioni ad esempio sappiamo che non vogliamo essere invasi da prodotti non controllati, ma vogliamo garanzie per l’ingresso dei nostri prodotti sui mercati europei. Sulla difesa del brand Sicilia non possono esserci fraintendimenti perché le tipicità regionali devono trovare spazio adeguato sui mercati internazionali».

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