Claudio Fava durante la cena a Babilonia
Claudio Fava durante la cena a Babilonia

La città del centauro si presenta con uno dei suoi abiti migliori all’appuntamento con Claudio Fava. Dama di Gala nonostante la mesta malinconia dell’autunno incombente, Taormina è un tripudio di luci, una miscela di odori, un esercito di sguardi, brilla come brillerebbe un diamante nel buio. Ad accogliere il leader della coalizione di sinistra è un gruppo variegato di persone, attento seppur non particolarmente folto.

Tagliare i vitalizi non basta. Bersagli degli strali di Fava sono tutti e tre i candidati avversari per la presidenza della regione Sicilia. Rivolto ai Grillini Fava afferma che «è ridicolo pensare di risolvere i problemi di una terra con 8 miliardi di debiti risparmiando soltanto 14 milioni dal taglio dei vitalizi. Farà guadagnare tanto consenso – rincara Fava – ma non è strutturalmente risolutivo dei problemi di questa terra».

Musumeci come Ponzio Pilato. «Non posso dire di non stimare la persona e l’uomo che è Nello Musumeci – prosegue il leader dei cento passi per la Sicilia – ma non può nascondersi dietro una foglia di fico. Se nelle sue liste figurano impresentabili, la responsabilità è sua. Avrebbe dovuto mettere i suoi alleati con le spalle al muro dicendo: o candidate me o candidate loro».

Micari e la bestemmia del Ponte. «Sento che la priorità della coalizione di centro-sinistra sarebbe l’evergreen del Ponte sullo Stretto. La considero una bestemmia in un territorio dove le arterie viarie fanno acqua da tutte le parti e dove le ferrovie, in alcune tratte, camminano ancora su un unico binario – ha affermato Fava in maniera lapidaria – le forze politiche pensino ad un piano serio di sviluppo strategico dei trasporti e della mobilità isolana prima di rispolverare il leitmotiv delle grandi opere».

La candidatura di Francesca Gullotta. Ad aprire il comizio di Claudio Fava è stato un pregevole intervento della prof.ssa Francesca Gullotta, candidata all’Ars nella provincia di Messina proprio nelle liste di Fava. «La nostra terra ha delle risorse straordinarie – ha affermato la Gullotta – tra queste bisogna tornare a valorizzare il mare e tutte le risorse naturali e paesaggistiche spesso sotto attacco di appetiti speculativi. La mia è una candidature per pro-testare – ha continuato la Gullotta – per affermare il valore del dare fiducia a persone credibili. La Sicilia ha bisogno di tornare a valorizzare i suoi borghi con idee rivoluzionarie ed innovative, bisogna mettere in rete le buone pratiche e le esperienze di successo, da questo punto di vista occorre che Taormina esca dalla sua auto-referenzialità, che abbandoni il suo isolazionismo. Il 5 novembre spero che votiate aprendo gli occhi del cuore – ha concluso Francesca».

La cena nel Centro Studi Babilonia. La serata di Claudio Fava a Taormina non si è conclusa in Piazza IX Aprile. Il leader di “Cento Passi per la Sicilia” ha accettato l’invito a cena di Alessandro Adorno fondatore di una bellissima realtà quale il Centro Studi Babilonia. La cena, svoltasi nel rigoglioso giardino della scuola, adibito ora a ristorante, ha riunito tanti operatori del turismo e personalità di pregio come Italo Mennella, presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina, il prof. Filippo Grasso, esperto di turismo e docente all’Università di Messina, l’assessore al turismo del Comune di Taormina, Salvo Cilona, e l’operatore culturale Giuseppe Ragonese con la finalità di discutere dei problemi del settore.

Taormina città degli studi. Il padrone di casa, Alessandro Adorno, si è interrogato su come diversificare l’economia cittadina permettendo alla stagione turistica di prolungarsi per 12 mesi l’anno. Taormina, da questo punto di vista, potrebbe seguire l’esempio di altri centri diventando città degli studi e diversificando così la sua offerta. Adorno ha anche lanciato una stilettata ai progetti di porto turistico che si è tentato di realizzare sul territorio affermando che è impensabile costruire un porto su un’area archeologica.

Cilona replica. Ha invece mantenuto un aplomb istituzionale l’assessore Cilona più volte punzecchiato nel corso della cena. Egli ha ricordato di come Taormina sia ancora in pre-dissesto ma in procinto di risalire questa china irta e ripida. Da questo punto di vista Cilona ha rivendicato con orgoglio di aver salvato la città. Taormina inoltre, secondo Cilona, ha già grandi numeri sul turismo ma potrebbe fare molto di più.

Mennella e la fuga dei cervelli. Nel suo accorato intervento, Italo Mennella ha sottolineato l’enorme danno provocato dalla fuga dei cervelli dall’isola. Mennella ha anche chiesto di valorizzare maggiormente i prodotti autoctoni siciliani ed ha rivendicato come, da un punto di vista turistico, i numeri di Taormina non siano poi così negativi visto che la stagione, a differenza di tanti altri poli turistici, riesce a prolungarsi per quasi 7 mesi.

La politica ed il merito. Breve ma efficace il significativo intervento del prof. Filippo Grasso che ha messo in evidenza la necessità che le nomine politiche non siano frutto di “empatia” ma di reali competenze. Le persone giuste al posto giusto, ha affermato Grasso, imputando a questo dissennato metodo di selezione della classe politica le responsabilità di una gestione dissennata e inefficiente della cosa pubblica. Claudio Fava ha lasciato Taormina dicendo di non essere rassegnato e forse le sue parole devono essere interpretate al di là di un semplice dato numerico. La convinzione e’ che si possa perdere vincendo. E’ ciò che accade, in politica, quando non si hanno margini di manovra per governare nonostante una vittoria elettorale. Allo stesso modo, si può vincere perdendo, ed è ciò che accade quando si riesce a dare comunque rappresentanza ad un numero più o meno ampio di persone che non si riconosce in un dato sistema.

© Riproduzione Riservata

Commenti