Fabrizio Micari, candidato presidente della Regione Sicilia per il centrosinistra
Fabrizio Micari, candidato presidente della Regione Sicilia per il centrosinistra

I sondaggi non danno più chance di successo alle Regionali a Fabrizio Micari e il candidato del Pd già si proietta oltre il voto del 5 novembre. «Non vorrei che si stesse ripetendo una sorta di referendum in piccolo: il 4 dicembre ci fu una prova muscolare contro Renzi e a mio avviso si fece un danno al Paese, ora si sta facendo un’altra prova muscolare: non sarò io la vittima, le vittime questa volta saranno i siciliani». Il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione, alza i toni dopo l’ultimo sondaggio di Demos, che vede un testa a testa fra Nello Musumeci (centrodestra, 35,5 per cento) e Giancarlo Cancelleri (M5S, 33,2 per cento) per la conquista della Regione e Micari invece attardato al terzo posto (15,7 per cento) e incalzato dal candidato della sinistra Claudio Fava (13,8 per cento). Per Micari, in sostanza, gli anti-renziani si stanno coalizzando contro di lui e il suo progetto politico.

Attacco alla sinistra. Un affondo soprattutto «ai vertici romani di Mdp e Si che non hanno voluto l’intesa con il Pd e hanno fatto naufragare il campo largo. Eppure i dirigenti locali di quei partiti erano stati i primi a convergere sul mio nome». E adesso, dice ancora Micari, «la sinistra a 15 giorni dal voto già esulta per un sorpasso di Fava ai miei danni che non ci sarà. L’unico risultato di questa situazione – afferma il rettore – sarà quello di favorire un centrodestra che è un’armata Brancaleone in cui c’è gente che fa comizi inneggiando alla mafia o l’approssimazione enorme dei 5Stelle», Secondo Micari, i sondaggi non sono attendibili perché «non tengono conto del peso delle formazioni locali e dell’effetto trascinamento delle liste». «La partita è apertissima», aggiunge il candidato che si spinge a parlare delle rilevazioni statistiche come di «un esercizio di manipolazione del voto».

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