L'ispettore Eugenio Longo, agente di Polizia locale di Taormina
L'ispettore Eugenio Longo, agente di Polizia locale di Taormina

«Le assunzioni non possono essere fatte perché il Ministero le ha bloccate in base al piano di riequilibrio in atto nel nostro Comune? Non è questo il problema, le soluzioni ci sarebbero ma la politica è “sorda” e non vuole risolvere il problema». Lo afferma l’ispettore Eugenio Longo, agente di Polizia locale di Taormina, che in questo caso da rappresentante sindacale rilancia la spinosa questione del necessario potenziamento del Corpo di Polizia municipale, diretto dal Comandante Agostino Pappalardo, ridotto a soli 10 uomini in organico a fronte di una pianta organica che all’inizio degli Anni Novanta ne aveva previsti oltre 30.

Stato di agitazione. «Siamo in stato di agitazione e non può essere altrimenti – spiega Longo -, la situazione è sempre più preoccupante e di sviluppi risolutivi all’orizzonte non ne intravediamo in alcun modo. Intanto si spera vengano pagati gli emolumenti arretrati e abbiamo avuto rassicurazioni a tal proposito. Ma c’è sempre il discorso irrisolto ed evidentemente prioritario della carenza di agenti. Si sta forse sottovalutando la prospettiva del declassamento del Corpo che rischia di scattare a causa dei pochi vigili rimasti in servizio. Le soluzioni si potevano e si dovevano trovare quando molti anni fa abbiamo iniziato la nostra battaglia per evidenziare che si sarebbe presto arrivati alla carenza attuale di uomini a disposizione. Ma la politica è stata “sorda” e adesso la situazione è sotto gli occhi di tutti. Anche il G7 poteva essere il momento per sbloccare la vicenda direttamente con il Governo, vista l’eccezionalità del momento. Ora rimane l’amarezza per le richieste mai ascoltate e siamo rimasti in pochi a dover adempiere a tanti compiti quotidiani».

L’ombra del declassamento. Longo si sofferma sulla spada di Damocle del declassamento del Corpo di Pm che potrebbe scattare se dalle 10 persone attuali si dovesse scendere poi sotto la soglia dei soli 7 a disposizione: «Abbiamo scritto nel tempo decine di lettere mai vagliate e non sappiamo per quale motivo. Non è pensabile che in una capitale del turismo come Taormina siamo rimasti in 8 a fare viabilità e fra tre anni o forse anche prima rimarranno solo 5 agenti in organico. In altri Comuni, guarda caso, anche con il problema del dissesto hanno aumentato l’organico. Qui o non si è compreso come affrontare la questione e risolverla una volta per tutte o forse non ci si è mai interessati davvero». Adesso lo stato di agitazione e poi? «Qualche ulteriore iniziativa di protesta la si può certamente ipotizzare. Noi continueremo a garantire i servizi nel pieno rispetto della legge e del compito che ci viene affidato, ribadendo che in queste condizioni non si può più andare avanti».

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