Eligio Giardina, sindaco di Taormina
Eligio Giardina, sindaco di Taormina

«È accolto il ricorso del sindaco di Taormina contro l’ordinanza Soprintendenza di Messina ed in conseguenza del superiore accoglimento è annullato il provvedimento della Soprintendenza». Così il dirigente generale dell’assessorato regionale ai Beni Culturali, Maria Elena Vulpes, ha disposto l’annullamento dell’atto con il quale le Belle Arti di Messina avevano intimato il 3 ottobre scorso al Comune di Taormina e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la messa in ripristino dell’area dove si trova l’elipista di Taormina realizzata in occasione del G7 e dunque lo smontaggio della struttura. Si ribalta tutto, dunque, in modo clamoroso nella querelle dell’elipista con l’avvenuto accoglimento a Palermo del ricorso gerarchico presentato dal sindaco di Taormina, Eligio Giardina, lo scorso 16 ottobre contro il provvedimento della Soprintendenza.

Poteri e compiti. «Le norme vigenti per prevenire l’inquinamento acustico, sulle quali è stato espresso il parere della Soprintendenza – scrive la dirigente dell’assessorato – non attribuiscono specifici poteri e compiti all’Amministrazione regionale dei beni culturali, bensì al sindaco, e non è di competenza del Soprintendente per i Beni Culturali disporre il divieto di sorvolo di un territorio». «Non sono di competenza del Soprintendente di Messina le considerazioni di natura urbanistica ed il livello di tutela 1 del Piano Paesaggistico dell’ambito 9 non preclude in linea di massima la realizzazione dell’elisuperficie, fermo restando la necessità di rispettare le specifiche prescrizioni per la tutela dei monumenti presenti nel territorio». «Il ricorrente – continua la dirigente generale – invoca a sostegno della definitività della elisuperficie, realizzata in località piscina, l’interesse pubblico alla salute perché la struttura verrebbe utilizzata a supporto del Reparto di Cardiochirurgia pediatrica del locale ospedale, sito ad un chilometro di distanza ma la valutazione degli interessi contrapposti non compete sicuramente all’Amministrazione regionale dei Beni Culturali. Pertanto si ritiene, per le esposte ragioni, di dover accogliere il ricorso gerarchico presentato dal sindaco di Taormina, avverso l’ordinanza n.5828 del 3 ottobre 2017 della Soprintendenza di Messina».

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