Claudio Fava, il candidato presidente della Regione Sicilia della Sinistra
Claudio Fava, il candidato presidente della Regione Sicilia della Sinistra

«Musumeci è onesto ma non serio come pensavo, governare la Sicilia con tutti i compromessi che ha accettato in questa campagna elettorale non è un buon viatico». Secondo il leader della lista dei “Cento Passi”, Claudio Fava, il candidato del centrodestra Nello Musumeci “aveva un’opportunità bellissima di dire di no”: «Se non sei stato in condizione di pretendere una selezione minima da parte delle tue liste – ancora Fava – come governerai senza sentire il fiato sul collo di alcuni gruppi e dei loro padrini politici?», è la domanda rivolta idealmente al candidato del centrodestra. «Musumeci poteva porre una scelta tra sé e, ad esempio, il sindaco con capi di imputazione. Bisogna essere in grado di portare avanti obiezioni morali – aggiunge Fava – perché se non ci sono queste obiezioni si lascia spazio a queste persone e questi lunghi compromessi».

Raggiungere gli obiettivi. Poi Fava si sofferma anche sulla questione occupazionale: «Occorre parlare di lavoro attivando processi di spesa che finora sono stati lenti, marginali. Penso al patto per la Sicilia, un miliardo cento milioni, penso a una regione che torni a essere ciò che forse non è mai stata: una cabina di regia, che dia indirizzi e costruisca politiche per raggiungere obiettivi». Il candidato della sinistra ribadisce il proprio scetticismo sul ponte sullo Stretto di Messina, che definisce “una fanfaronata”, e parla invece di sviluppo delle reti stradali e ferroviarie: «Le nostre ferrovie sono arretrate e credo che la Regione debba essere una controparte politica credibile per chi investe. C’è bisogno di investimenti».

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