Tassa di soggiorno

È già arrivato a quota 2 milioni e 370 mila euro l’introito per Palazzo dei Giurati sull’imposta di soggiorno per quanto riguarda l’anno in corso. Il dato aggiornato al 30 settembre scorso è già vicinissimo alla cifra complessiva di 2 milioni 694 mila euro che venne incassata dal Comune di Taormina nel 2016. Nel totale di quanto messo in conto dalla casa municipale c’è però anche questa volta da fare i conti con delle cifre non versate al momento da alcune strutture ricettive della città. «Sui 2 mln e 370 mila euro – spiega l’assessore al Turismo, Salvo Cilona – dobbiamo anche fare i conti con 500 mila euro al momento non versati e se a questi sommiamo i circa 560 mila euro che mancano all’appello dalle annualità precedenti si può ben dedurre che nelle casse del nostro Comune manca Un milione di euro sull’imposta di soggiorno. Questa cifra mancante avrebbe consentito, se introitata, di avere evidentemente il “segno più” nella situazione di cassa, nonostante il quadro sia certamente migliore rispetto al passato». «Al momento – continua Cilona – non ci sono più i numeri di
un tempo nel nostro bilancio, quando si era arrivati persino a 6 milioni di euro di scopertura di cassa e il dato attuale è negativo per soli 770 mila euro. Proprio con quelle somme mancanti della tassa di soggiorno ora avremmo invece avuto un dato positivo».

Azioni legali. Dunque c’è Un milione di euro di tassa di soggiorno che ad oggi non è pervenuto nel forziere di Palazzo dei Giurati e Cilona annuncia le intenzioni del Comune di Taormina: «Ci siamo già attivati, avviando le procedure necessarie per denunciare penalmente tutte quelle attività che hanno trattenuto l’imposta di soggiorno e non l’hanno versata. Dalle azioni avviate non escludiamo di arrivare poi anche a dei pignoramenti». Le strutture non in regola col versamento dell’imposta turistica, stando a quanto si è appreso qualche tempo fa, non fanno parte di Federalberghi, e proprio l’Associazione Albergatori come anche quella dei B&B e Case d’Epoca si sono mostrate solidali e collaborative con il Comune nella ricerca delle attività che non hanno al momento effettuato i necessari pagamenti su questa o altre imposte. La battaglia legale con i morosi dell’imposta di soggiorno, nello specifico, sembra, insomma, soltanto all’inizio e vedrà l’Amministrazione protesa nel non semplice tentativo di recuperare circa Un milione di euro, comprensivo delle somme 2017 e di quelle degli anni precedenti. L’imposta di soggiorno, ricordiamo, è in vigore a Taormina dal 1 gennaio 2013.

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