Berluscon a Ischia
Berluscon durante la sua visita a Ischia

Silvio Berlusconi si prepara alla missione siciliana, la data è prevista per il 28 ottobre. Farà tappa certamente a Catania e Palermo, da non escludere altre novità poi dell’ultima ora. La Sicilia e le Regionali del 5 novembre come avamposto e avanguardia in vista delle Nazionali. Le elezioni del 2018 per Silvio Berlusconi hanno infatti un significato particolare. Anche personale. Non ha la sicurezza di potersi candidare: attende la Corte dei diritti dell’uomo che si riunisce il 22 novembre. «E poi dovrò aspettare sei mesi per la sentenza», ha detto il Cavaliere sabato a Ischia. Ma in ogni caso ha assicurato che sarà in primissima fila per conquistare la maggioranza e tornare al governo con il centrodestra. «Porterò Forza Italia al 25% e la coalizione oltre al 40%. Sarà la mia ultima sfida politica della vita». E allora le Regionali in Sicilia diventano il trampolino di lancio perfetto per tornare sulla scena politica in grande stile, a modo suo. «Musumeci sarà presidente in Sicilia, faremo il cappotto agli avversari, sarà una grande vittoria», profetizza Berlusconi.

Test strategico. Il voto in Sicilia servirà anche per iniziare a riflettere su alcuni particolari che sono legati alla nuova legge elettorale: collegi uninominali da vincere, alleati da inventare, soprattutto al sud, dove gli azzurri non potranno sommare i voti della Lega. Tra l’altro – questo il timore – al Nord Salvini vorrà fare la voce grossa: magari ringalluzzito dai risultati dell’Austria, che vede vincitore un partito popolare che non segue il modello Merkel ma quello dell’ungherese Orban, fortemente caratterizzato da una politica di chiusura dei confini ai migranti. E allora Berlusconi e Forza Italia puntano sulla Sicilia e sul voto del 5 novembre per bilanciare l’onda urto leghista.

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