Palazzo Ciampoli
Palazzo Ciampoli

Per la seconda volta nell’arco di pochi giorni la Giunta municipale delibera su Palazzo Ciampoli e nelle scorse ore è stato riapprovato l’atto con delle modifiche con il quale l’11 ottobre scorso il Comune di Taormina ha sancito una intesa per la cooperazione con l’Assessorato regionale ai Beni Culturali. L’accordo riguarda la fruizione e valorizzazione di Palazzo Ciampoli, la cui gestione viene affidata al Comune di Taormina. Lo schema di convenzione è stato ora modificato dall’assessore Aurora Notarianni rispetto ad una prima versione, perciò si è reso necessario procedere alla riapprovazione dello stesso da parte della Giunta. La convenzione, che avrà una durata di 3 anni, ulteriormente prorogabili, si compone nella stesura definitiva di 14 articoli e rimanda, tra i vari punti, ad una successiva ed ulteriore intesa la questione delle percentuali sui proventi del biglietto di ingresso al palazzo, che nella prima versione venivano ipotizzati nel 30% alla Regione ed il 70% al Comune. «Per l’istituzione del biglietto di ingresso e per le manifestazioni e gli eventi sarà predisposta apposita regolamentazione con atto aggiuntivo, e nelle more si provvederà con apposita autorizzazione del direttore generale del Dipartimento dei Beni Culturali», scrive l’assessore Notarianni.

L’accordo stipulato. Il Comune si impegna ad assicurare, invece, la custodia e l’apertura al pubblico, con proprio personale e la casa municipale potrà con fondi propri o messi a disposizione da terzi, promuovere e realizzare iniziative culturali per la valorizzazione del palazzo con un programma calendarizzato da sottoporre alla valutazione dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali e sarà anche possibile la celebrazione con rito civile. Inoltre il Comune dovrà assicurare una costante manutenzione ordinaria, anche degli impianti, compresa la pulizia, per il regolare funzionamento del monumento, e la cura degli spazi interni e degli esterni. Sempre il Comune di Taormina dovrà pure provvedere alla realizzazione di apposita segnaletica turistica. Tra la fine del mese o al più tardi il prossimo mese, espletate insomma le relative procedure, il Comune potrà a questo punto assumere la gestione “chiavi in mano” del palazzo di proprietà della Regione e ristrutturato dalla stessa con propri fondi qualche anno fa, riaperto nel 2015 dopo 34 anni di chiusura dell’edificio.

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