Italo Mennella, presidente dell'Associazione Albergatori di Taormina
Italo Mennella, presidente dell'Associazione Albergatori di Taormina

«L’elipista per noi può anche rimanere ma soltanto con destinazione d’uso per elisoccorso e per i caso di emergenza, non per fini commerciali o turistici». Così prende posizione sulla vicenda dell’elisuperficie di Piano Piscina il presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina, Italo Mennella. Sulla permanenza della pista realizzata in occasione del G7 dello scorso maggio ormai è scontro frontale tra la Soprintendenza da una parte, che ne ha intimato lo smontaggio entro 60 giorni, e dall’altra la Presidenza del Consiglio dei Ministri che si è rivolta (su disposizione del Commissario straordinario per le Opere del G7, il Prefetto Riccardo Carpino) all’Avvocatura dello Stato per fare ricorso al Tar di Catania. Ed ovviamente c’è anche e soprattutto in mezzo alla questione il Comune di Taormina che vuole la conferma definitiva della pista e ha per questo chiesto sulla base di una apposita deliberazione del Consiglio comunale la variante urbanistica al Prg che al momento è all’esame del Consiglio Regionale dell’urbanistica e che, se accolta, disporrebbe la definitiva destinazione d’uso dei terreni ad elipista. «Siamo anche disposti ad accettare la conferma della elipista ma ad una condizione molto chiara e scevra da qualsiasi tentativo di mettere in mezzo altre cose – afferma Mennella – e quindi la pista può rimanere per le emergenze, per i casi di emergenza in cui si devono salvare le vite delle persone. Il tutto però a patto che non si parli invece di utilizzare la pista per finalità commerciali o per qualche attività di turismo. Su questo siamo stati sin da subito fermamente contrari e lo siamo ancora di più adesso».

L’errore fatale su Piano Porto. «Il problema che abbiamo evidenziato sin da subito era quello d’altronde della individuazione dell’area che in questo caso è stata sbagliata perché l’elipista per Taormina poteva e doveva essere quella di contrada Piano Porto. Ci chiediamo perché il Comune di Taormina non ha trovato un accordo con la proprietà privata di quel terreno e ha consentito che venisse subito smontata una elipista perfetta, utilizzata in modo ottimale per il G7 e rimossa poi tre giorni dopo con dei costi oltretutto da sostenere per lo smontaggio. Adesso si è arrivati a tutto questo trambusto e va risolto nel più breve tempo possibile anche perché non si può esporre Taormina ad una ennesima querelle di carattere nazionale e con dei riflessi mediatici negativi. Va trovata in fretta una soluzione e può essere quella di cui parlo». Mennella aggiunge che la gestione dell’elipista accanto alla piscina comunale «potrebbe essere affidata al 118, così da avere un coordinamento diretto delle attività di elisoccorso perché altrimenti ogni volta bisogna aprire il cancello di quei terreni e fare una serie di cose inutili che portano a perdere tempo prezioso quando si tratta di aiutare un paziente». E di riflesso potrebbe quindi tornare d’attualità anche la disponibilità data dall’Asp Messina per gestire l’elipista, una dichiarazione già fatta a suo tempo dal direttore generale dell’azienda sanitaria, il dott. Gaetano Sirna, sulle cui parole occorrerebbe fare una valutazione di fattibilità in una vicenda dove occorre arrivare al più presto ad una soluzione risolutiva. Oltre il muro contro muro a suon di carte bollate e oltre uno scontro nei tribunali che rischia di avere tempi molti lunghi.

© Riproduzione Riservata

Commenti