L'ex presidente del Consiglio comunale Lilly Labonia
L'ex presidente del Consiglio comunale Lilly Labonia

L’ex presidente del Consiglio comunale Lilly Labonia affida ad una lunga lettera la risposta alle parole che il primo cittadino di Giardini, Pancrazio Lo Turco, aveva pronunciato sull’emergenza del quartiere San Giovanni definendo “spettacolo circense” le polemiche sollevate sui social network dopo la bocciatura del progetto di messa in sicurezza del torrente.

La strada della discordia. «Il primo aspetto che intendo sollevare – ha scritto la Labonia – riguarda lo stato dei luoghi dell’asta torrentizia ed in particolare l’alveo del San Giovanni che in buona parte, com’è noto, è occupato da una pista in terra battuta (Strada) che per come lo stesso Ufficio del Genio Civile di Messina ha ripetutamente ed ufficialmente affermato, in ultimo nella conferenza di servizi del 14/12/2016, non può esistere all’interno dell’alveo del torrente. Sulla questione la scrivente ed il comitato che rappresento non ha ancora capito quale sia la posizione dell’Amministrazione Comunale e la sua in particolare – ha continuato la Labonia riferendosi direttamente al primo cittadino – in quanto Sindaco e organo di governo locale titolare e responsabile della tutela per la pubblica e privata incolumità, atteso che ad ogni pioggia, lieve o violenta che sia, con celerità e tempestività vengono effettuati lavori, con presenza di mezzi meccanici che agiscono indisturbati all’interno dello stesso alveo torrentizio, si provvede a ripristinare immediatamente la predetta pista in terra battuta con materiale di risulta che per sua stessa definizione non è certamente stabile e quindi destinato a confluire ad ogni pioggia nella parte di torrente a valle (la parte coperta per intenderci) creando un tappo che limita e nella peggiore evoluzione impedisce il regolare deflusso dell’acqua piovana che quindi si riversa lungo la Via Erice e da questa nella Via Umberto con le conseguenze che tutti conosciamo».

Errori di redazione del progetto. «Altro aspetto da approfondire riguarda la recente bocciatura, da parte del Genio Civile di Messina, del progetto-stralcio inerente le opere per la sistemazione idraulica del torrente in quanto lo stesso, per come affermato dallo stesso Ente, non risulta conforme al progetto definitivo già munito di parere idraulico positivo. Converrà anche Lei Signor Sindaco – scrive la rappresentante del Comitato – che la situazione è quantomeno grottesca e nella sua illogicità disarmante. Ci tengo da subito a sgomberare il campo da equivoci e fraintendimenti sulla professionalità dell’Ing. Crinò ma è sotto gli occhi di tutti che il risultato raggiunto è praticamente nullo visto che il progetto è stato cassato dal Genio Civile».

Le richieste del Comitato. «Faccia immediatamente smantellare la pista in terra battuta realizzando una vasca di calma di adeguate dimensioni così come prescritto dallo stesso ufficio del Genio Civile di Messina, in modo tale che nella parte coperta del torrente confluisca solo acqua e non quintali e quintali di detriti che inevitabilmente limitano ed ostruiscono il normale deflusso dell’acqua – ha perentoriamente scritto la Labonia -. Gli interventi di manutenzione ordinaria effettuati per la mancanza di una soluzione strutturale del problema rappresentano un vero e proprio dissanguamento economico per il Comune che per la pulizia dell’alveo del torrente ha speso qualcosa come 500 mila euro negli ultimi anni». «Infine si adoperi immediatamente affinché si dia corso al finanziamento ottenuto realizzando gli interventi conformemente a come prescritto dagli organi preposti (Ufficio del Genio Civile su tutti)» conclude la Labonia.

Rispettare i drammi delle persone coinvolte. La Labonia torna sul duro attacco che il sindaco ha lanciato nell’ultimo Consiglio Comunale con queste parole: «Ultimo aspetto da approfondire, non certo per importanza ma perché tocca la sfera privata e personale di chi le scrive, è quello “goliardico” che lei vede nella vicenda. Definire “spettacolo circense” il grido di allarme e la richiesta di intervento di chi, come la sottoscritta, ha ripetutamente visto travolgere dal fango la propria casa i propri beni ed i propri affetti nelle alluvioni che si sono succedute negli ultimi anni (le ultime 2 catastrofiche) ritengo che sia indegno. Indegno per la carica che lei riveste ed indegno per qualsiasi essere umano».

Il sopralluogo sull’alveo del torrente. Nei giorni scorsi è anche avvenuto un breve ed informale sopralluogo sull’alveo del torrente San Giovanni di un deputato messinese con alcuni ingegneri, per acquisire alcune informazioni dai rappresentanti del “Comitato di Emergenza San Giovanni”, tra cui la stessa dott.ssa Labonia, in merito allo stato dell’arte. In tal senso sarebbe stato assicurato un sostegno concreto da parte della Regione per una soluzione a breve termine della problematica legata al torrente San Giovanni. Staremo a vedere se si tratterà di promesse pre-elettorali o di fatti concreti.

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