Cateno De Luca, leader
Cateno De Luca, leader "Sicilia Vera"

Cateno De Luca continua la sua campagna elettorale per le Regionali ma anche per la candidatura a sindaco di Messina e lancia un nuovo attacco, a tal proposito, ai “padroni della città”: «Domani voglio sapere dalle classe politica le seguenti cose: 1) Perché Messina prende l’acqua da Fiumefreddo e non dalle sue colline facendo pagare il doppio (30
milioni di euro) e non erogando il servizio 365 giorni l’anno ed h24; 2) Perché è stato realizzato questo cesso di Tram e non altra tipologia di tram (Milano docet) con un percorso più razionale e creando un buco gestionale di oltre 2 milioni di euro annuo pagato dai cittadini; 3) Perché ancora ci sono le baracche e si sono bruciati milioni di euro in progetti consulenze e porcherie varie (magna magna) quando si poteva intervenire con fondi privati (permuta) ed evitare lo scempio edilizio sulle nostre colline; 4) Perché non è stato creato il brand Messina per vendere ai croceristi le bellezze di Messina compreso quello gastronomiche ed ora arrivano e scappano per Taormina ed Etna».

Il mistero delle partecipate. «Ed ancora: 5) Perché non sono state chiuse tutte le società partecipate (Amam – Atm – Società Rifiuti etc) che sono tutte fallite accentrando tutto al palazzo municipale ed evitando di far sperpera denaro pubblico ai soliti presidenti e direttori anche con assunzioni senza concorso di lacchè e portaborse dei deputati regionali e nazionali; 6) Perché la città è sempre sporca ed il servizio costa il doppio (50 milioni di euro annui) di quanto costa in altri luoghi e non è stata ampliata la discarica di pace e la raccolta differenziata non esiste; 7) Perché Messina non ha la bandiera blu per le sue spiaggia, mancano i servizi e ci sono tante strutture abusive che limitano la balneazione; 8) Perché la gestione dei servizi sociali è sempre nelle mani dei soliti soggetti e non vengono erogati a chi ne ha realmente bisogno ma si pensa solo ad effettuarli in base a mere logiche occupazionali violando i più elementari principi di solidarietà; 9) Perché nel palazzo municipale comando sempre i soliti dirigenti ed i cittadini subiscono le sevizie e gli imprenditori pagano il pizzo legalizzato alla burocrazia che ne approfitta dell’assenza di un vero sindaco; 10) Perché si bruciano oltre 5 milioni di euro l’anno per i quartieri e per le commissioni consiliari che non servono a nulla e rappresentano un esercito di persone pagate dai cittadini».

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