Franz Riccobono e Mimmo Irrera durante la presentazione del volume all'Excelsior
Franz Riccobono e Mimmo Irrera durante la presentazione del volume all'Excelsior

Le pensiline ricamate della stazione liberty, Isola Bella che si specchia nel blu dello Jonio, la pietra bianca delle antiche mura, gli interni delle dimore storiche, il luccichio delle vetrine, la tradizione della festa dell’Addolorata: una “Taormina immaginifica” catturata dal fotografo Mimmo Irrera e raccontata dallo storico del territorio Franz Riccobono. 220 scatti, accompagnati da puntuali didascalie, per conoscere meglio la cittadina jonica, rinomata e amata in tutto il mondo. Il volume fotografico “Taormina immaginifica”, edito da Edas Messina, è stato presentato nei giorni scorsi all’Excelsior Palace Hotel di Taormina dai due autori, Mimmo Irrera e Franz Riccobono, e da Gina Carleo che ne ha curato la prefazione.

“Taormina immaginifica”. «Il libro nasce da lontano. Nel 1996 dopo aver pubblicato il mio terzo volume fotografico comincio a lavorare all’idea di raccontare una Taormina romantica. Ma da quando ho cominciato a fotografare l’ho sempre fatto in bianco e nero. Dopo qualche anno e centinaia di scatti il risultato che ne era venuto fuori era una Taormina spenta, triste, malinconica che non rispecchiava più l’idea originaria. Ho ricominciato, dunque, tutto daccapo utilizzando il colore». Mimmo Irrera, che ha alle spalle svariate personali, in Italia e all’estero, e cinque volumi fotografici, racconta l’evoluzione del suo lavoro fotografico su Taormina. «Così ho ripreso a fotografare i monumenti, le chiese, i vicoli di Taormina, dall’alba a notte fonda, sempre sotto luci diverse. Incalcolabili sono gli euro spesi in ticket parcheggio. Ero riuscito a mettere insieme più di 10 mila scatti ma l’obiettivo questa volta era raggiunto: il volume racconta una Taormina romantica, viva, piena di sfumature».

Il viaggio. «Taormina immaginifica parte dalla stazione ferroviaria di Taormina – prosegue Irrera – Un gioiello in stile liberty che non potevo non fotografare per la sua estrema bellezza ma anche perché come ogni viaggio che si rispetti volevo farlo cominciare da un luogo di arrivi e partenze. Poi il racconto prosegue tra i vicoli, le chiese, i monumenti, le vetrine, le dimore e il mare». In questo viaggio il fotografo Mimmo Irrera si è fatto accompagnare da Franz Riccobono, esperto di archeologia, tradizioni popolari e storia del territorio. «Il libro ripercorre le vicende storico-artistiche, nonché turistiche, di Taormina – spiega Riccobono – Dai resti del passato greco-romano alla città medievale, dalle chiese alle botteghe, dagli alberghi alle case private. Una visione immaginifica, come diciamo nel titolo, rivolta a suscitare curiosità e immaginare di vivere questi luoghi anche lontano da Taormina».

La storia. È un libro fotografico ma per certi versi anche storico. «Il libro presenta Taormina – continua Riccobono – come la vediamo noi oggi, risultato di una stratificazione culturale, storica, archeologica. Taormina sintetizza tutte le fasi culturali che hanno caratterizzato la Sicilia, dal mondo classico fino allo stile liberty, e da questo piccolo abitato è possibile ricostruire la vicenda storica dell’intera isola». Questi passaggi di popoli e dominazioni sono spiegati in maniera sintetica ma efficace nei brevi testi che accompagnato le foto. «I contenuti sono didascalici ma puntuali – sottolinea Riccobono – Abbiamo voluto fornire delle informazioni sugli aspetti meno conosciuti. In molti si fermano al Teatro Antico e all’Odeon, che sicuramente sono i simboli di Taormina, ma noi siamo voluti andare oltre mostrando gli angoli più reconditi e le vicende meno note della città»

Le dimore. Sicuramente tra le bellezze meno conosciute di Taormina ci sono le dimore. «Un aspetto originale e assolutamente inedito che abbiamo voluto inserire nel volume fotografico – spiega Riccobono– è dato da quelle dimore che sono lì da decenni a raccontare la storia città. Alcune sono un vero e proprio scrigno di testimonianze del passato, come Casa Papale. Il suo giardino è un piccolo museo a cielo aperto con statue, lapidi, stemmi, colonne». Il libro accompagna il turista non solo per i vicoli di Taormina, fa da guida tra i suoi monumenti, fa ammirare i paesaggi che aprono sull’Etna ma lo fa anche entrare nelle dimore storiche. Una passeggiata fotografica da Casa Papale a villa Aloisia, passando per Casa Panarello e Giammona. «Sicuramente quello delle dimore, assieme a quello religioso, è il capitolo che più di altri tocca gli aspetti più intimi della città. Le ultime foto che ho fatto sono state a Villa Aloisia. Dopo migliaia di scatti realizzati per questo lavoro su Taormina sono rimasto ancora una volta estasiato dalle sue bellezze. A parte la costruzione in sé, che è un piccolo capolavoro ristrutturato da poco, mi hanno colpito i pezzi di antiquariato e i lampadari che si trovano all’interno».

La festa dell’Addolorata. Il viaggio, dopo aver percorso Taormina dalla città al mare, si conclude il venerdì Santo con la festa dell’Addolorata. «Una processione che costituisce un unicum– spiega Riccobono – in quanto sono le donne a portare la statua della Madonna. Una tradizione che si ripete ogni anno ma che non smette di emozionare». La chiassosa e viva Taormina al crepuscolo si trasforma in un luogo di lutto e preghiera. «Vedere quelle donne vestite di scuro illuminate dalla luce rossa delle candele – racconta Irrera -è un’emozione grandissima che ho voluto, e spero di esserci riuscito, trasmettere nelle mie foto. Ogni volta restavo colpito dal silenzio che avvolgeva la processione religiosa facendo percepire solo il rumore dei passi sul selciato».

Il posto del cuore. Dopo essermi fatta guidare alla scoperta della loro “Taormina immaginifica” ho chiesto agli autori Irrera e Riccobono quale posto di Taormina portano nel cuore. «La stazione ferroviaria – ha risposto Irrera – con le sue pareti e i soffitti impreziositi da affreschi e decorazioni a rilievo, gli arredi in legno, i pavimenti a mosaico, le vetrate colorate, le pensiline in ghisa e l’antico orologio. È un monumento alla bellezza. Ma io amo Taormina tanto da dedicargli un volume fotografico e porto nel cuore anche il più piccolo gradino». Per lo storico del territorio, Franz Riccobono, sono i vicoli il luogo del cuore. «Potrei rispondere il Teatro Antico che senza dubbio è il simbolo di questa città – afferma Riccobono – ma è nei vicoli secondari, lontano dalla confusione del corso, che si coglie la vera essenza di questo piccolo centro diventato grande e conosciuto in tutto il mondo fin dai tempi del Grand Tour e che oggi ha ospitato il G7».

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