Dal G7 dei sette grandi al Premio Internazionale di Giornalismo del G7, dalla vetrina mondiale di maggio all’iniziativa che ha premiato sabato scorso i giornalisti che hanno raccontato Taormina nel pianeta, il Parco di Naxos si conferma ente protagonista ed attivamente impegnato nel contribuire alla perfetta realizzazione degli eventi più prestigiosi nel territorio della capitale del turismo siciliano. Non fa mistero della sua soddisfazione l’architetto Vera Greco, direttore del Parco di Naxos. L’arch. Greco sta dando un impulso significativo alla valorizzazione dei siti culturali gestiti dal Parco e sta soprattutto credendo in modo convinto nell’eco positivo ed i riflessi che, in Italia e all’estero, progetti come il Premio giornalistico possono poi avere sul piano culturale e turistico nel contesto territoriale della Perla e del comprensorio.

Premio Internazionale di Giornalismo del G7. «Per quanto concerne il Premio di Giornalismo – spiega l’arch. Greco – ci abbiano creduto in una collaborazione che è stata poi anche e soprattutto spirito di condivisione dell’obiettivo, quindi il Parco ha creduto sin da subito in questa iniziativa e in questo premio ha visto un elemento caratterizzante per poter proiettare anche dopo un’immagine positiva del territorio, una volta passato il G7. Siamo felici che tutto sia riuscito nel modo migliore e che il Parco di Naxos sia stato protagonista».

Il privilegio dello scenario. «Io sono il fortunato gestore del Parco – continua il direttore del Parco -, c’è un enorme carico di lavoro e ci sono tanti problemi da affrontare in un contesto anche stressante ma ogni giorno quando vado a lavorare rimango ancora e sempre meravigliata, mi sento privilegiata e dico a me stessa: “Ma io lavoro in questo posto straordinario?”».

Teatro prima e dopo il G7. Poi la Greco si sofferma sui lavori di maquillage che hanno interessato il Teatro Antico di Taormina: «Io ho vissuto il prima del prima del G7, quando tutti eravamo convinti che sarebbe stata una impresa impossibile farcela in vista del vertice di fine maggio ma poi tutti abbiamo unito insieme le forze con una passione enorme per dimostrare al mondo intero che la Sicilia, e Taormina che ne era il vessillo, poteva farcela e che poteva essere più brava di tutti quanti. In un mese e mezzo, senza neppure chiudere al pubblico, abbiamo centrato l’obiettivo. È stato un momento fantastico e il Teatro Antico indubbiamente ha avuto un bel lifting».

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