Pancrazio Di Leo, segretario regionale aggiunto della Fisascat Cisl
Pancrazio Di Leo, segretario regionale aggiunto della Fisascat Cisl

I lavoratori dell’Hotel San Domenico si recheranno oggi pomeriggio a Palazzo dei Giurati per un incontro con il sindaco Eligio Giardina, per un faccia a faccia che riguarderà l’incerta tempistica della chiusura della struttura che verrà a breve sottoposta dalla proprietà a dei lavori di ammodernamento e ristrutturazione. Il personale dipendente del “San Domenico”, accompagnato dalla Fisascat Cisl, chiederà all’Amministrazione comunale, di fare da tramite con la proprietà dell’hotel per fare luce su quello che sarà il periodo esatto in cui la struttura dovrà rimanere chiusa e per capire, di riflesso, quando potrà esserci poi la riapertura, se in tempo per la stagione turistica 2018 o se si delineerà un eventuale allungamento degli interventi.

Clima di incertezza. «Il problema della chiusura, che dovrebbe iniziare da novembre, preoccupa tutti i lavoratori del San Domenico, sia quelli a tempo indeterminato che gli stagionali, perché abbiamo richiesto all’azienda di farci sapere la tempistica ed il crono-programma degli interventi posti in previsione per l’ammodernamento dell’albergo – spiega Pancrazio Di Leo, segretario regionale aggiunto della Fisascat Cisl – ma ad oggi non abbiamo avuto risposte o quelle rassicurazioni che i lavoratori comprensibilmente chiedono. C’è un clima di incertezza, nel quale chiediamo quindi al Comune di farsi garante nei confronti dei lavoratori e di provare ad aprire un dialogo con la proprietà per istituire un tavolo di concertazione. Chiediamo la garanzia dei livelli occupazionali e l’eventuale uso degli ammortizzatori sociali ed in questa situazione di perdurante incertezza riteniamo che possa essere fondamentale il ruolo dell’Amministrazione comunale, anche perché si tratta di un albergo che è simbolo del turismo della città di Taormina».

I lavoratori in apprensione. «La problematica del San Domenico – evidenzia Salvatore D’Agostino, segretario generale della Fisascat Cisl di Messina – riguarda complessivamente ben 65 lavoratori stagionali, un’altra ventina di unità di lavoratori in forza ad una cooperativa, e i 37 i lavoratori annuali dell’hotel taorminese». Va anche detto che il progetto di ammodernamento della struttura non è stato ancora visionato o esitato dalla Soprintendenza di Messina, che ha ricevuto gli atti ma avvierà a breve la propria valutazione del progetto, quindi i prossimi giorni saranno più indicativi per delineare lo scenario.

Il rebus Naspi. «Non comprendiamo che fine faranno i mesi di lavoro in cui la struttura rimarrà chiusa e ci sono lavoratori che temono per il loro posto ed anche di non poter poi maturare i requisiti essenziali per percepire la Naspi», aggiunge Di Leo, che preannuncia anche una protesta del sindacato sulla mancata riforma Naspi che rischia di penalizzare ulteriormente tutti i lavoratori del comparto turistico sia inerente le attività commerciali che quelle ricettive (circa 10 mila persone nella zona ionica): «In Commissione Lavoro, a Roma, si sta discutendo soltanto dei lavoratori termali, e non si parla invece degli stagionali del turismo. È una situazione inaccettabile».

Monito a Palazzo Chigi. «Contro la Naspi – conclude Di Leo – la Fisascat Cisl manifesterà scendendo in piazza con i lavoratori, chiedendo di estendere i diritti a tutti i lavoratori stagionali e non ad un solo settore. È ora che il presidente del consiglio Gentiloni prenda atto delle richieste pervenuta da parte della Fisascat Cisl Sicilia e accolte anche dalla Regione Sicilia con un odg approvato ad unanimità. I lavoratori vogliono lavorare ed è questa la loro priorità: in mancanza di lavoro necessitano un sostegno per poter sopravvivere con le proprie famiglie».

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