Eligio Giardina, sindaco di Taormina
Eligio Giardina, sindaco di Taormina

«La nota del Comidi e dei Cinque Stelle sull’acqua torbida? Non la voglio nemmeno commentare, parlano di una cosa superata. Nella nostra città l’acqua è perfettamente potabile». Così il sindaco Eligio Giardina risponde al documento a firma congiunta del presidente del Comidi, Giuseppe Sterrantino e del portavoce di Taorminesi in Movimento (il meetup del M5S), Rosario Puglia, che hanno riportato in primo piano il fenomeno dell’acqua torbida a Taormina, che ha attanagliato per circa 6 anni la città e nello specifico la frazione di Trappitello dal 2010 al 2016. Come si ricorderà, in quegli anni, ad ogni pioggia si rendeva necessaria la sospensione, da parte del Comune, del servizio idrico e i rubinetti restavano a secco per diverse ore. Poi il caso improvvisamente si risolse, anche a seguito di un duro monito del Comune che aveva preannunciato controlli a tappeto nelle proprietà limitrofe ai pozzi di Santa Filomena per accertare eventuali cause concomitanti di inquinamento dei pozzi comunali.

Il mistero. L’acqua marrone dai rubinetti e il fango nei serbatoi non si sono più ripetuti ma il mistero è rimasto. «Abbiamo copia degli esami dai quali risulta che l’acqua captata dai pozzi di Santa Filomena, prima di essere introdotta nel sistema idrico comunale, è non conforme alla legge, fortemente inquinata, con presenza di pericolosissimi batteri», si evidenziava nella nota di qualche giorno fa da parte di Sterrantino e Puglia. aggiungendo che «la problematica, per essere chiari, è legata all’inquinamento dei pozzi mai risolto e al perché l’Amministrazione comunale non abbia detto quale fosse il problema e come sia stato risolto». «Non c’è nulla da dire in risposta – spiega Giardina – se non che i cittadini possono stare tranquilli e che l’acqua è perfettamente potabile, le analisi vengono sempre svolte e monitorate con la massima attenzione. L’Amministrazione ha sempre seguito con attenzione la vicenda e a suo tempo si è arrivati ad una risoluzione del problema. Il resto sono cose strumentali sulle quali non intendo soffermarmi». Giardina, insomma, rassicura e ritiene che non ci sia “alcun motivo di preoccupazione”. Come si ricorderà, negli anni scorsi, uno dei due pozzi gemelli di Trappitello venne anche chiuso e sostituiti da un nuovo pozzo e sono stati svolti anche degli accertamenti sul caso a cura di esperti dell’Università di Messina su richiesta da parte del Comune di Taormina. A riaccendere il dibattito e a riportare d’attualità la spinosa vicenda è, in particolare, il passaggio in cui il Comidi e Taorminesi in Movimento hanno evidenziato che «gli esami effettuati nel corso degli ultimi anni evidenziano una presenza costante, nei pozzi di Santa Filomena, di batteri pericolosi quali “coliformi, escherichia coli ed enterococchi”».

Il giallo delle analisi. La contestazione che viene mossa alla casa municipale richiama il fatto che «la presenza di batteri è emersa sia dalle analisi svolte l’11 luglio 2016, a seguito delle quali il sindaco revocava le proprie ordinanze, n°69 e n°70, di divieto di utilizzo dell’acqua per uso potabile su tutto il territorio comunale, sia in quelle del 14 novembre 2016, del 31 gennaio 2017, del 5 maggio 2017 e non ultima in quelle del 12 luglio 2017 (ultime predisposte ed in nostro possesso)». Al sindaco è stato chiesto di riferire in modo aggiornato sulla situazione con un intervento in pubblica piazza o anche in Consiglio comunale ma secondo Giardina, in sostanza, la questione è chiusa e il problema è stato risolto pertanto non ci sarebbe la necessità di alimentare la discussione sull’argomento. Per adesso le piogge non hanno più creato problemi nei pozzi e nemmeno nei rubinetti delle abitazioni di Trappitello. Il caso acqua torbida tuttavia non va ancora in archivio.

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