Elipista Bongiovanni
Elipista Bongiovanni

«Assegnazione di sessanta giorni di proroga dei termini di conclusione della validità dell’autorizzazione paesaggistica del 22 febbraio 2017». È l’eloquente oggetto della nota a firma del Soprintendente Orazio Micali e della Dirigente dell’U.O. Beni paesaggistici e Demoetnoantropologici, Maria Mercurio, trasmessa al Comune di Taormina (al sindaco Eligio Giardina e al dirigente Utc, Massimo Puglisi) e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (al Prefetto Riccardo Carpino, commissario per le opere del G7) per disporre il ripristino dello stato dei luoghi nell’area dove nei mesi scorsi è stata realizzata l’elisuperficie per il G7. L’elipista di contrada Bongiovanni viene ritenuta e definita “opera abusiva”. La nota è stata indirizzata anche al Prefetto di Messina, alla Procura della Repubblica di Messina e al Dipartimento regionale dei Beni Culturali (al dirigente generale Maria Elena Volpes). Le Belle Arti, dunque, concedono il termine perentorio di due mesi di tempo per la rimozione dell’elipista evidenziando che l’autorizzazione a suo tempo era provvisoria e limitata al solo periodo di svolgimento del G7 di fine maggio.

La disposizione. «Si ordina al Comune di Taormina, nella persona del sindaco e del responsabile dell’ufficio territorio e ambiente, nella qualità di titolare dell’area sulla quale insiste l’opera e di titolare della responsabilità in materia urbanistica ed edilizia, e al Commissario straordinario per la realizzazione degli interventi infrastrutturali e di sicurezza connessi alla Presidenza italiana del gruppo dei Paesi più industrializzati G7, nella persona del prefetto dott. Carpino – scrivono Micali e Mercurio -, di provvedere entro sessanta giorni dal ricevimento della presente alla remissione in pristino stato dell’area denominata Piano Piscina». «Il Comune di Taormina, nella qualità di organo di polizia municipale – continua la Soprintendenza -, è onerato di dare notizia alla scrivente tanto dell’avvio delle procedure di remissione in pristino stato quanto dell’avvenuto adempimento».

Opera non conferme. La Soprintendenza richiama una serie di atti, rilevando che «l’elipista in atto presente a Taormina denominata Piano Piscina, non è conforme allo strumento urbanistico, come risulta dagli atti prodotti dall’Amministrazione comunale medesima», e che «l’elipista citata è priva dell’autorizzazione paesaggistica (ex art.146 del D.Lgs.42/2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio). Ed ancora: “Il territorio del Comune di Taormina è normato dal Piano Territoriale Paesaggistico dell’Ambito 9” e “l’elipista in atto presente è stata realizzata senza la necessaria autorizzazione definitiva”. Le Belle Arti ritengono “Accertata la violazione degli obblighi di protezione e conservazione normata nella Parte III, Titolo I, del Decreto Lgs.42/2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio, fissati da questo ufficio con provvedimento del 22 febbraio 2017, per cui l’elipista presente a Taormina nell’area denominata Piano Piscina è opera abusiva”.

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