Pozzo di Santa Filomena a TrappitelloPozzo di Santa Filomena a Trappitello
Pozzo di Santa Filomena a Trappitello

Torna alla ribalta il fenomeno dell’acqua torbida a Taormina. L’emergenza ha attanagliato per circa 6 anni la città nello specifico la frazione di Trappitello, dove ad ogni pioggia si rendeva necessaria la sospensione, da parte del Comune, del servizio idrico e i rubinetti restavano a secco per diverse ore. Dopo tante polemiche si era registrata una svolta improvvisa ma il mistero dei pozzi di Santa Filomena a tuttora non ha mai trovato una spiegazione esatta. Niente più acqua torbida ma a rilanciare il caso adesso è una nota congiunta del Comidi, il Comitato Insieme per i Nostri Diritti, e dei Taorminesi in Movimenti (il meetup taorminese del M5S).

“Coliformi, escherichia coli ed enterococchi”. «Abbiamo copia degli esami – spiega Giuseppe Sterrantino, presidente del Comidi – dai quali risulta che l’acqua captata dai pozzi di Santa Filomena, prima di essere introdotta nel sistema idrico comunale, è non conforme alla legge, fortemente inquinata, con presenza di pericolosissimi batteri. A seguito di trattamenti (clorazione immagino), previsti dalla legge, l’acqua diventa conforme. La problematica, per essere chiari, è legata all’inquinamento dei pozzi mai risolto e al perché l’Amministrazione comunale non abbia detto quale fosse il problema e come sia stato risolto». «Prendiamo atto – scrivono in una nota congiunta Sterrantino e Rosario Puglia, portavoce dei “Taorminesi in MoVimento” – di quanto dichiarato dal sindaco e da componenti della sua Giunta lo scorso febbraio in merito alla problematica “acqua torbida” a Trappitello, che cosi sostiene: “Il caso acqua torbida a Taormina è risolto. Sono stati eseguiti nuovi controlli, che hanno dato esito positivo. Il problema è stato superato”. Attraverso questa nota vogliamo rendere noto al sindaco che gli esami effettuati nel corso degli ultimi anni evidenziano una presenza costante, nei pozzi di Santa Filomena, di batteri pericolosi quali “coliformi, escherichia coli ed enterococchi”, presenza di batteri che è emersa sia dalle analisi svolte l’11 luglio 2016, a seguito delle quali il sindaco revocava le proprie ordinanze, n°69 e n°70, di divieto di utilizzo dell’acqua per uso potabile su tutto il territorio comunale, sia in quelle del 14 novembre 2016, del 31 gennaio 2017, del 5 maggio 2017 e non ultima in quelle del 12 luglio 2017 (ultime predisposte ed in nostro possesso). Non comprendiamo come si sia potuto in maniera così superficiale dichiarare che il problema è stato risolto e superato quando questa Amministrazione non ha saputo fornire alla cittadinanza le motivazioni e la causa, dell’”acqua torbida” e della presenza costante di batteri nei pozzi di Santa Filomena».

Relazionare sul caso. «Chiediamo al sindaco, in qualità di massima autorità in materia di salute pubblica – concludono Sterrantino e Puglia -, di relazionare in pubblica piazza o in Consiglio comunale, come già richiesto in via ufficiale, su quale fosse la causa dei tanti disagi patiti dai cittadini, sulla presunta “risoluzione” del problema e su come intende agire per comprendere le cause del continuo inquinamento dell’acqua captata presso i pozzi di Via Santa Filomena. Siamo consapevoli che l’acqua prelevata dai pozzi prima di essere immessa nella rete idrica comunale viene trattata (“clorata”), risulta da parte nostra impossibile accettare che non sia stata individuata la causa reale ed effettiva del problema, che tutte le attività ispettive paventate siano state fermate e che non si continui a realizzare la reale portata dei rischi a cui va incontro la salute pubblica».

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