Letojanni. Frana A18 del 5 ottobre 2015
Letojanni. Frana A18 del 5 ottobre 2015

Era il pomeriggio del 5 ottobre 2015 quando una grande quantità di materiale roccioso si è staccato dal costone riversandosi sulla carreggiata in direzione Catania. Da quel giorno la frana è rimasta lì, sotto gli occhi di migliaia di automobilisti che ogni giorno percorrono l’autostrada Messina – Catania. Neanche il G7, è riuscito a velocizzare l’iter. Oggi è il giorno della manifestazione in piazza Cagli promossa da Francesco Puglisi e Stefano Costantino, responsabili dei due gruppi Facebook. L’iniziativa sarà seguita in diretta nazionale dalla trasmissione L’aria che tira di La7.

Il progetto. A distanza di due anni non è stato rimosso neanche un granello di quella frana che ostruisce la A18, ma manca ancora anche il progetto. Dal Consorzio autostrade siciliane fanno sapere che a seguito di ulteriori indagini geognostiche integrative è emersa l’esigenza di calibrare l’intervento di stabilizzazione del pendio attraverso la realizzazione di una paratia e di una doppia galleria artificiale sulle carreggiate di monte e di valle. «Il progetto esecutivo dell’intero intervento – si legge in una nota – è in corso di completamento e la consegna è preventivata entro il 18 ottobre. Seguirà poi, secondo norma, l’approvazione ed il proseguo dell’iter di appalto a cura del Soggetto attuatore (Protezione civile regionale)».

L’indagine. Il Cas, ricostruendo l’intera vicenda, precisa di essere parte lesa «per avere subìto, oltre che l’invasione della carreggiata autostradale, rilevanti danni dalla frana di un territorio in cui ricadono centinaia di costruzioni di competenza urbanistica esclusiva del Comune di Letojanni. Il Consorzio non avrebbe potuto neppure provvedere a mettere in sicurezza il territorio per liberare l’autostrada in quanto quell’attività rientra nella esclusiva competenza della Protezione Civile e del Comune di Letoianni». Sull’accaduto c’è in corso una indagine della magistratura che non riguarda l’operato del Cas. «Da allora, tuttavia, chiunque affronti la questione – prosegue la nota – ne attribuisce la responsabilità al Consorzio con evidente danno anche d’immagine per lo stesso».

La posizione del Cas. «Con grande senso di responsabilità – si legge nella nota – il Cas all’indomani della frana ha senza indugio offerto alla Protezione Civile della Regione Siciliana, alla quale spetta la ricostruzione dei danni causati dall’evento naturale, la massima disponibilità ad una collaborazione istituzionale per realizzare in tempi rapidi i lavori necessari anche con somme anticipate dal Consorzio. Una decisione di grande sensibilità per liberare una strozzatura che avrebbe penalizzato gli utenti creando maggiori criticità alla viabilità della tratta. La Protezione Civile ha apprezzato tale disponibilità ed ha invitato il CAS a redigere uno specifico progetto di livello esecutivo per la messa in sicurezza dell’area. Nel maggio 2016 la Protezione Civile Regionale nomina il suo Dirigente Generale, l’ingegner Calogero Foti, soggetto attuatore. L’8 novembre dello stesso anno il soggetto attuatore nomina “Ente attuatore” il Cas ed il relativo Rup per tutti gli adempimenti, normativamente disciplinati, per la progettazione di livello esecutivo». Il Cas impegna oltre 6 milioni di euro per la realizzazione della galleria artificiale paramassi, la restante quota di 4 milioni ammessa a finanziamento e assegnata alla Protezione civile serviranno per il consolidamento del costone. Da ulteriori indagini sono emersi interventi aggiuntivi. Il progetto arriverà il 18 ottobre, ma passerà ancora qualche mese prima che l’opera sia cantierabile ed infine ancora qualche anno prima che sia realizzata. Nel frattempo automobilisti devano “allenarsi” ancora per un po’ nello slalom tra le tante deviazioni e buche dell’autostrada Messina-Catania.

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