Elipista G7 contrada Bongiovanni
Elipista G7 contrada Bongiovanni

Tempo scaduto per l’elipista di Taormina, e dopo le precedenti note con le quali era già stato sollecitato il ripristino dello stato dei luoghi, la Soprintendenza ha deciso di emettere un provvedimento definitivo finalizzato a disporre con immediatezza, nei confronti del Comune e della Presidenza del Consiglio, la messa in pristino dell’area di contrada Bongiovanni. Gli uffici di viale Boccetta, diretti dal soprintendente arch. Orazio Micali, hanno effettuato una ricognizione aggiornata sui terreni dove in occasione del G7 del 26 e 27 maggio è stata realizzata la elisuperficie con lavori a cura dell’Aeronautica Militare. È stato ravvisato che non è mai stato effettuato lo smontaggio della struttura, seppure in presenza di un’autorizzazione concessa a carattere provvisorio a suo tempo dalla Soprintendenza di Messina. L’opera realizzata per il G7 aveva ricevuto infatti l’autorizzazione paesaggistica delle Belle Arti il 22 febbraio scorso con relativa prescrizione che l’elipista fosse “a carattere temporaneo e reversibile senza permanenza di opere a carattere definitivo” e a condizione che venisse riportato il pristino stato entro e non oltre 30 giorni decorrenti dal 28 maggio.

Destino in sospeso. Lelipista è rimasta li al suo posto e il Comune intenderebbe mantenerla in via definitiva avendo chiesto relativa variante di destinazione urbanistica al Cru, anche se nel frattempo l’incuria ha preso il sopravvento. «Quella pista è ormai un campo di patate», è l’eloquente definizione data di recente anche dal Cvsm, ente gestore della piscina comunale che si trova negli stessi terreni e che di recente ha anche presentato un esposto contro il Comune ipotizzando che il tentativo di sfratto da parte della casa municipale fosse riconducibile anche ad una volontà dell’ente locale di far permanere l’installazione dell’elisuperficie. Non si presta, invece, ad interpretazioni l’azione che ha deciso di avviare la Soprintendenza per ordinare in termini immediati al Comune e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la remissione in pristino dei terreni di contrada Bongiovanni e per disporre quindi lo smontaggio immediato dell’elipista.

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