Giancarlo Cancelleri, il candidato presidente della Regione Sicliana del M5s
Giancarlo Cancelleri, il candidato presidente della Regione Sicliana del M5s

È guerra aperta tra Giancarlo Cancelleri e Nello Musumeci, testa a testa nei sondaggi per le Regionali del prossimo mese. Cancelleri commenta così su Facebook Musumeci: «”Fossi stato io avrei evitato la candidatura del figlio di Genovese, il fatto che Forza Italia abbia deciso di candidarlo è una responsabilità che ricade sulla forza politica”. Con questa frase Musumeci, ieri notte su Rai3, prova nuovamente ad eludere un problema grande quanto una casa: la responsabilità, tutta sua, di avere in lista candidati impresentabili. La verità è che i voti di Genovese (senior) gli fanno comodo. Per quei voti è disposto pure a contraddirsi, basti vedere cosa diceva sul caso Genovese qualche anno. Evidentemente per Musumeci i voti – come i soldi – non puzzano. Alle liste pulite lui ha preferito i voti facili. Altrimenti lo dica chiaramente che non è lui a decidere e che c’è qualcun altro che lo fa al posto suo; visto che ha anche anticipato che Genovese non sarà l’unico impresentabile. Oggi Miccichè lo ha addirittura minacciato: “O mette i miei uomini o l’alleanza salta.” Questa è gente che neppure si parla per telefono. Che affidabilità possono dare ai cittadini?».

La sfida dei “puri”. Poi Cancelleri rincara la dose: “Chi vota Musumeci deve sapere che vota un presidente che deve sottostare a scelte di altri e che non avrà alcun potere. Altro che garanzia, lui è l’ennesimo burattino dei partiti. Lui è il Crocetta del centrodestra. E sappiamo tutti come è stata governata in questi anni la Sicilia. Nel frattempo noi abbiamo presentato tutta la lista e i primi tre assessori designati (ne presentiamo uno a settimana). Tutti i nostri candidati hanno firmato un codice comportamentale che ne stabilisce l’assoluta “purezza”. Nessun condannato, nessun nome chiacchierato, nessun “portatore di voti”. A dimostrazione che si possono avere liste davvero pulite. Ma siamo gli unici a poterlo fare in quanto gli unici ad avere le mani libere. Il 5 novembre i siciliani dovranno scegliere se dare un futuro a questa terra o condannarla al passato”.

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