Taormina. Elipista in contrada Bongiovanni
Taormina. Elipista in contrada Bongiovanni

Il clima tra il Comune di Taormina e il Cvsm, ente gestore della piscina di contrada Bongiovanni rimane “gelido” e da una parte l’ente locale rivendica la fine del contratto e dall’altra l’associazione di volontari di soccorso in mare ha di recente anche formalizzato un esposto ma proprio il Cvsm prova ad aprire uno spiraglio conciliante e a lanciare un messaggio distensivo, non scevro comunque da nuove frecciate, all’indirizzo di Palazzo dei Giurati.

L’ente gestore. Sulla questione si registra così un intervento del presidente Giuseppe Sperlinga e del portavoce Alessandro Gaglio che fanno appello «al buon senso degli amministratori taorminesi». «Noi ritenevamo e siamo ancora speranzosi e fiduciosi che al Comune di Taormina – spiegano i responsabili del Cvsm – ci sia gente che abbia buon senso e volontà di finirla con questo atteggiamento di ostracismo nei nostri confronti. Noi non vogliamo guadagnarci nulla né tantomeno speculare con i contenziosi, non è una questione di denaro ma di rispetto verso un ente gestore e prima ancora verso gli utenti della piscina comunale. Gli amministratori taorminesi devono dare il buon esempio ai cittadini e fare una buona amministrazione, quindi mettere al primo posto le esigenze dei taorminesi. La piscina comunale è di certo tra queste. Qui non esistono guadagni, per noi contano solo ed esclusivamente i disabili, i bambini ed anziani che vengono in piscina da 17 anni». «Ci auguriamo pertanto – continuano Sperlinga e Gaglio – che si possa arrivare ad una soluzione risolutiva che vada oltre il clima di conflitto determinato da chi ha scelto di portare avanti una assurda ed ostinata guerra contro il Cvsm. Noi intendiamo riaprire la piscina comunale. Il Comune non vuole riattivare i contatori? Allora in tal caso ognuno seguirà la sua strada».

La strategia per l’elipista. «Infine – aggiunge Gaglio – vogliamo far notare ancora una volta che se la strategia era quella di buttarci fuori e di chiudere la piscina per fare spazio in quei terreni all’elipista, i risultati sono impietosamente sotto gli occhi di tutti. L’elipista di contrada Bongiovanni, quando sono passati quattro mesi dal G7, è ormai ridotta ad “un campo di patate”, di fatto con un milione e seicento mila euro spesi inutilmente per qualcosa che andava rimosso già il 30 giugno». Le prossime settimane delineeranno dunque lo scenario sulla piscina comunale in una vicenda che rimane caratterizzata da una “guerra” a suon di carte bollate, con l’ente gestore che ha reclamato il versamento immediato di 580 mila euro per mancati rimborsi sui servizi e Palazzo dei Giurati per bambini, anziani e disabili e con la casa municipale che ha replicato reclamando a sua volta Un milioni di euro di pagamento di «somme anticipate per energia elettrica, gas e acqua».

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