Casteltauro
Casteltauro

Il Comune di Taormina stringe i tempi per provare a sbloccare la lunga fase di impasse di Casteltauro, il sito restaurato da ormai tre anni con fondi regionali ma sinora costretto alla chiusura dall’assenza di fondi, proprio da parte della casa municipale, per sistemare la scalinata che porta al castello. La Giunta del sindaco Eligio Giardina intende infatti convocare già per i prossimi giorni una riunione con la Forestale e con la Soprintendenza per concordare un iter finalizzato a risolvere l’atavica problematica della scalinata che sinora blocca l’apertura di una delle più antiche e più belle testimonianze storiche della Taormina che fu. L’iniziativa, voluta in particolare dal vicesindaco ed assessore al Patrimonio, Andrea Raneri, punta ad un accordo con la Forestale per la sistemazione della scalinata che rappresenta l’unica via di accesso al Casteltauro. Potrebbe essere stipulato un protocollo d’intesa, attraverso il quale alla Forestale verrebbe chiesto di supportare il Comune nella messa in atto di quegli interventi che occorrono per rendere agibile il sentiero di accesso al castello saraceno. Servono una serie di piccole opere, come ad esempio la messa in pristino delle ringhiere, ed anche di alcuni gradini. Alcuni di questi lavori si potrebbero insomma realizzare con una suddivisione dei compiti tra il Comune e la Forestale, se da quest’ultima dovesse arrivare l’assenso a questa proposta di intesa. La casa municipale è anche chiamata ad attivare una condotta fognaria in zona e quindi a rendere utilizzabili i servizi igienici del sito storico.

L’altra iniziativa. Ed il Comune proporrà, inoltre, in una seconda fase un protocollo d’intesa alla Curia e all’Accademia del Sacro, per una fruizione integrata ed una visita organizzata in sinergia di tre siti che si trovano tutti a pochi passi l’uno dall’altro: e cioè Casteltauro, il Santuario di Madonna della Rocca e la suddetta Accademia. Per l’esecuzione dei lavori servirebbe una somma tra i 30 e i 40 mila euro, che il Comune sinora non è riuscito a reperire e che attraverso una eventuale intesa con la Forestale potrebbero essere in parte abbattuti. Il tutto andrà concordato, di riflesso, anche con la Soprintendenza di Messina. L’obiettivo è quello di trovare in fretta una soluzione che consenta di uscire dall’imbarazzante situazione attuale: basti pensare che il castello è stato consegnato e reso pronto dall’impresa incaricata nel dicembre del 2015 (Rup dei lavori è stato l’arch. Lidia Signorino). Da tanti, troppi anni, prima e dopo il restauro, i turisti salgono sino al castello sperando di poterlo trovare aperto e sono poi costretti a tornare indietro visto che il sito è chiuso. Altri addirittura sono entrati in qualche modo perché il cancello di ingresso è stato danneggiato alcune volte. Le prossime settimane porteranno la svolta tanto attesa o si andrà verso l’ennesimo nulla di fatto?

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