Nunzio Corvaia, consigliere di
Nunzio Corvaia, consigliere di "ProgettiAmo Taormina"

«Il Comune non pensi di allungare i 9 mesi del bando ponte, quando scadrà il contratto con la nuova ditta, effettuando delle proroghe. In tal caso saremmo di fronte ad una situazione di illegalità». Il monito arriva dal consigliere di opposizione ed ex assessore Nunzio Corvaia che così si rivolge all’indirizzo della Giunta sul contratto appena sottoscritto con la Mosema di Mascalucia, la nuova impresa incaricata per la gestione del servizio di raccolta rifiuti e che dal primo ottobre prenderà il posto della ditta uscente MessinAmbiente. Il bando che ha decretato la successione tra le parti è il cosiddetto bando ponte, indetto dal Comune con una durata di 9 mesi, a decorrere appunto dal 1 ottobre, nelle more che possa poi diventare operativo l’Aro Taormina, nuovo soggetto che il Comune intende costituire con incarico pluriennale.

Il limite dei 9 mesi. «Il bando ponte per la raccolta dei rifiuti solidi urbani mediante il quale è stato assegnato l’incarico alla ditta Mosema per nove mesi – ha detto Corvaia – merita certamente una serie di riflessioni ma una su tutte va fatta con estrema chiarezza sin da subito. Se il limite temporale dei 9 mesi non verrà rispettato e se invece si intenderà aggiudicare il servizio per diversi anni, facendo diverse proroghe alla Mosema si tratterebbe di un’illegalità. Chiedo quindi spiegazioni al sindaco ma soprattutto all’esperto indicato dal sindaco per l’Ecologia ed Ambiente, ovvero il consigliere comunale Lo Monaco». Analoga la posizione dei consiglieri del Pd Carmelo Valentino e Piero Benigni secondo i quali «l’assegnazione del servizio alla ditta Mosema per un periodo di 9 mesi appare la premessa di un incarico poliennale». «Inoltre – ha aggiunto Corvaia – non si può presentare un bando basato sulla Tarip se non è stato prima adottato in questo Comune un regolamento in materia. Il consigliere delegato all’Ecologa dovrebbe chiedere perché la documentazione inerente il bando di gara non viene trasmessa all’Urega». «Nella qualità di consigliere delegato per l’Ecologia faccio osservare al consigliere Corvaia di avere la coscienza apposto e ho anche consultato un legale per fugare le perplessità manifestate proprio dal collega Corvaia», ha replicato il consigliere di maggioranza ed ex assessore Antonio Lo Monaco.

Clima rovente. Alla scadenza dei 9 mesi, insomma, sarà tutta in salita la strada per eventuali proroghe alla ditta Mosema. Nemmeno il tempo di iniziare ed è già rovente il clima a Taormina attorno alla società etnea che avrà in particolare il compito molto arduo di invertire il trend per la differenziata che sinora è stata un disastro (dal settembre 2015 è in atto soltanto in centro storico mentre nelle frazioni non è mai partita). Il servizio di nettezza urbana pare avviarsi a dei mesi che potrebbero essere movimentati, in un contesto nel quale di recente la consigliera Alessandra Caltabiano ha chiesto un accertamento della situazione all’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) per le proroghe che erano state concesse dalla Giunta a MessinAmbiente. C’è anche da considerare che le decisioni sulla raccolta rifiuti, calendario alla mano, sono destinate a passare alla nuova Amministrazione della città. Il contratto con la Mosema scadrà a giugno del 2018, mese in cui si voterà per le elezioni comunali a Taormina. A quel punto sarà il prossimo governo della città a programmare il futuro del servizio di raccolta rifiuti nella capitale del turismo siciliano.

© Riproduzione Riservata

Commenti