Una spiaggia di giardini Naxos
Una spiaggia di giardini Naxos

L’estate 2017 è quasi completamente alle spalle. La stagione turistica di quest’anno, a detta di tanti operatori del settore ed in mancanza di dati ufficiali, si conclude con un buon retaggio in termini di visite turistiche e ricavi. Tuttavia, con ottobre ormai alle porte, la domanda che in tanti si pongono, soprattutto i lavoratori e gli operatori del comparto turistico, è la solita: “E ora?”.

Parola d’ordine: destagionalizzazione. Passano gli anni ma la priorità delle amministrazioni che si succedono di quinquennio in quinquennio relativamente al settore turistico rimane quella di rendere Giardini una meta appetibile anche d’inverno. Qualche tentativo è stato posto in essere nei mesi precedenti. Il Naxos Air Show, ad esempio, si è dimostrato evento in grado di attrarre parecchi visitatori nella prima colonia greca di Sicilia. Il punto dolente è forse rappresentato dal periodo in cui le prime due edizioni sono state organizzate, ancora in piena stagione turistica, e dalla mancanza di operazioni di “brandizzazione” dell’evento. È forse mancata, cioè, la capacità di rendere l’Air Show un appuntamento fisso sul calendario naxiota ed un’attenta opera di promozione pubblicitaria volta a fargli assumere una dimensione quantomeno regionale. Sulla stessa scia, il tentativo, non finalizzato, di coinvolgere imprenditori e lavoratori del settore turistico nella firma di un Patto D’Area finalizzato all’armonizzazione delle rispettive esigenze e la cui redazione era stata affidata dal Comune di Giardini al sindacalista Mario Ianniello, non supportato fino in fondo dalle istituzioni e dalle sigle di settore.

Le difficoltà di Giardini. Per un paese che vorrebbe puntare ad ampliare la propria proposta turistico-culturale e, di riflesso, ad offrire maggiori opportunità lavorative ai suoi abitanti, le difficoltà da superare restano innumerevoli e di carattere strutturale. In primis la mancanza di infrastrutture. Nel giro di pochi anni Giardini Naxos è diventata la patria delle cattedrali nel deserto. Il PalaNaxos rappresenta forse il simbolo più emblematico di una realtà che si palesa agli occhi dei più come disarmante. La sua inutilizzabilità come polo fieristico di livello penalizza notevolmente le opzioni a disposizione di Giardini. Rimangono ferme al palo anche l’ex Teatro Nuovo in zona porto, il Palatenda, il Cineteatro R. Anselmi, il Museo Civico di Storia Naturale, i campetti di contrada Pallio, la piscina di via della seta. Si è impantanata nelle secche della discordia anche la progettualità relativa al Porto di Giardini dove la mancanza di soluzioni condivise con la società civile ha determinato una fortissima opposizione rispetto al progetto Tecnis prescelto dalla casa municipale. Pesa, inoltre, la mancanza di una strategia d’insieme per il settore relativa, ad esempio, al target turistico che si intende intercettare e ai servizi che si intende offrire in funzione di quest’ultimo. Rischia, infine, di danneggiare l’immagine del paese all’esterno la sovente mancanza di decoro urbano dovuta, molto spesso, all’inadeguatezza dei servizi di pulizia, raccolta e smaltimento rifiuti più volte nell’occhio del ciclone.

Esempi virtuosi. Di esempi di successo è possibile trovarne diversi, anche in Sicilia. Si consideri il Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo che è riuscito negli anni ad acquisire una dimensione internazionale puntando sulle eccellenze enogastronomiche del territorio. L’Etna Comics di Catania ha totalizzato 80.000 visite nell’ultima edizione. Anche un evento come il Carnevale, organizzato nel suo periodo naturale, può fornire un importante contributo in tal senso come nel caso di quello organizzato ad Acireale definito il più bello di Sicilia ed il terzo in Italia in ordine di bellezza.

© Riproduzione Riservata

Commenti