Villa Cappellani Messina
Messina. "Villa Cappellani"

L’inchiesta che ha portato al sequestro di “Villa Cappellani”, sede di una clinica privata di Messina, ruota intorno alle figure dei fratelli Aldo e Dino Cuzzocrea, Antonio Di Prima e del messinese Dario Zaccone indagati per riciclaggio e trasferimento fraudolento di titoli e valori. Il personale della Dia di Messina, supportato dal Centro operativo di Catania, e i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Messina, alle prime luci dell’alba hanno proceduto all’esecuzione di una misura cautelare reale consistente nel sequestro penale dell’intero complesso immobiliare denominato “Villa Cappellani”, di proprietà della “Immobiliare Cappellani Srl” per un valore di dieci milioni di euro.

La vicenda. L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia, guidata dal procuratore Maurizio De Lucia, è partita da una segnalazione della Banca d’Italia su operazioni sospette di rientro di capitali in Italia grazie allo “scudo fiscale”. I soldi erano stati portati prima in Lussemburgo e poi fatti tornare in Italia con la costituzione di società ad hoc. Secondo quanto ricostruiscono i magistrati la vicenda ha inizio nel 2002, quando nascono contestualmente due società, una in Lussemburgo e una a Messina: sono rispettivamente la Aughi Sa e la Villa Cappellani Srl. La società lussemburghese trasferisce soldi a quella messinese, che acquisisce la palazzina dove dal 1933 sorge la clinica privata Cappellani, oggi gestita dal gruppo Giomi, non coinvolto nell’inchiesta. Titolare dell’uno per cento delle azioni e amministratore fino al 2006 è Dario Zaccone, ex presidente del collegio dei revisori dei conti del Comune di Messina, il 99 per cento di Villa Cappellani è di altri soci. Tra il 2010 e il 2011, l’AUGHI viene trasformata nella Immobiliare Cappellani Srl della quale Dino Cuzzocrea diventa socio al 60% ed amministratore unico, mentre il restante finisce nelle mani di Antonino Di Prima. Sempre nel 2011 Villa Cappellani srl viene assorbita da Immobiliare Cappellani.

Le accuse. Nell’ambito del procedimento penale sono indagati i fratelli Dino ed Aldo Cuzzocrea, Antonio Di Prima Antonio, per la fattispecie di reato di trasferimento fraudolento di titoli e valori, nonché Dario Zaccone, quale ex consulente e persona di fiducia dei Cuzzocrea, per l’ipotesi delittuosa di riciclaggio. Il sequestro ha interessato l’intero patrimonio della società “Immobiliare Cappellani Srl”, comprensivo della sede della clinica, che verrà affidata ad un amministratore giudiziario nominato dalla magistratura inquirente, e rapporti finanziari per un valore complessivo prudenzialmente stimato in 10 milioni di euro.

La difesa. La difesa degli indagati respinge ogni accusa. I capitali oggetto del procedimento in questione sono stati “scudati” l’11 dicembre del 2009 versando allo Stato (con modello F24 già in possesso degli inquirenti) la non irrilevante somma di 55 mila euro. Tanto è da solo sufficiente a rendere del tutto infondata ogni ipotesi di reato e, quindi, errato il sequestro oggi disposto che sarà oggetto di immediata impugnazione» commenta Bonni Candido, difensore di Dino e Aldo Cuzzocrea.

Il Gruppo Giomi estraneo all’inchiesta. «La Giomi è titolare– si legge in una nota – dell’autorizzazione e dell’accreditamento della Casa di Cura Cappellani Giomi spa che non è assolutamente coinvolta in tali indagini. Pertanto i rapporti con il Sistema sanitario regionale non sono cambiati e proseguono regolarmente sotto tutti i punti di vista». Il gruppo Giomi precisa quindi di essere del tutto estraneo alla vicenda che riguarda la proprietà dell’immobile che Giomi ha in affitto da diversi anni.

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