Naxos In Movimento
Da sinistra Francesco Barberio, Mario Ianniello, Giuseppe Leotta, Gianpiero Pollastri e Valerio Gullotta

«Quando abbiamo deciso di intraprendere insieme questo percorso, lo abbiamo fatto partendo da una premessa fondamentale: ci si può disinteressare della politica, ma la politica si interesserà sempre di noi. Ha ragione chi dice che, se una comunità viene amministrata in malo modo, le responsabilità vanno ricercate anche tra quei concittadini che si disinteressano della cosa pubblica. Da questo punto di vista, la costituzione di questa aggregazione civica nasce come ulteriore assunzione di responsabilità da parte di chi, nonostante l’impegno sociale e culturale sul territorio, riconosce la necessità di trasferire questo impegno all’interno delle istituzioni democratiche che regolano il nostro convivere civile». Inizia con queste parole il nuovo percorso politico che hanno deciso di intraprendere Giuseppe Leotta, Gianpiero Pollastri, Mario Ianniello, Francesco Barberio, Valerio Gullotta, Fabio Trimarchi, Antonino Bruno, Rosaria Ragaglia, Salvatore Stracuzzi e Pippo Gianluca Calà.

Giudizio sulla gestione politico-amministrativa degli ultimi anni. «Il nostro giudizio sull’azione politico-amministrativa delle ultime due legislature nonché del periodo ad esse antecedente, per quanto riguarda i metodi ed i personaggi, è assolutamente negativo. Quello che rischiamo di lasciare alle future generazioni è soltanto un cumulo di macerie. Il patrimonio infrastrutturale del Comune è in stato di totale abbandono e ciò si traduce in una cronica mancanza di spazi aggregativi per la collettività. Il territorio comunale è privo di controllo senza che le regole basilari del convivere civile vengano fatte rispettare come ci si aspetterebbe. L’assetto idrogeologico di Giardini è precario, a stento vengono poste in essere opere di ordinaria manutenzione o di mero contenimento mentre le soluzioni strutturali rimangono ferme al palo. I titolari degli organi di indirizzo politico, salvo rarissime eccezioni, sono privi della competenza necessaria a gestire le problematiche dell’ente ed operano spesso in regime di scarsa trasparenza amministrativa. Non è più rinviabile un radicale cambiamento del sistema politico di Giardini. Il punto non è vincere le elezioni, il punto è essere in grado di governare, e l’esperienza ci insegna come accozzaglie politiche basate sulla conta dei voti e sul clientelismo potranno sì essere vincenti nei numeri ma non nei risultati» Hanno sottolineato i nove.

Le priorità politiche del gruppo. 1) Radicale cambiamento nel servizio di raccolta e smaltimento rifiuti: Occorre trovare al più presto soluzioni alternative all’ATO ME 4. Che si ipotizzi una gestione “In house” o una gestione associata del servizio insieme ad altri comuni limitrofi, l’obiettivo deve essere la razionalizzazione dei costi, la creazione di un servizio dedicato per le attività commerciali ed un sistema serio di raccolta differenziata, che consenta un abbattimento del volume di rifiuti su strada e la riduzione delle bollette della spazzatura. 2) Realizzazione di un Porto Turistico: A chi conosce bene la nostra storia politica una simile affermazione può forse destare stupore e sgomento. No, non abbiamo cambiato idea sul progetto Tecnis, continuiamo a ritenerlo una speculazione edilizia gravemente lesiva di un territorio già martoriato da anni di costruzione selvaggia. Quello di cui Giardini ha davvero bisogno è un porticciolo a misura di baia, realizzato possibilmente con capitale pubblico. Una struttura leggera ed eco-compatibile che ospiti navigli di medio-piccole dimensioni. Una struttura che cerchi di risolvere o mitigare l’azione erosiva delle spiagge che l’attuale conformazione del molo accentua nonché l’insabbiamento della zona portuale. Quello di cui Giardini non ha certamente bisogno è di un cantiere della durata di 48 mesi, di mega-strutture utili alle tasche di pochi, di centri commerciali sul mare. No, non siamo “benaltristi” come ha avuto modo di definirci qualcuno dalla spiccata fantasia ma dai pochi contenuti, siamo semplicemente persone di buonsenso. 3) Realizzazione di un ufficio per l’intercettazione di bandi Europei e Nazionali: In un momento di grave sofferenza economica per gli enti locali, appare essenziale, per rimanere competitivi, avere del personale con qualifiche idonee ad intercettare finanziamenti a fondo perduto di provenienza Europea o Nazionale all’interno del Comune. 4) Creazione di un Patto D’Area per il comparto turistico: In una terra dove il turismo rappresenta certamente la prima industria per ricchezza prodotta e numero di occupati, appare concreta l’esigenza di armonizzare i bisogni degli imprenditori con quelli dei dipendenti del settore investendo, insieme alle istituzioni, sulla destagionalizzazione dell’offerta turistica dando così la possibilità a chi lavora all’interno di strutture ricettive di beneficiare del nuovo e più restrittivo sussidio di disoccupazione denominato “Naspi”. Si propone anche l’istituzione di una Consulta del Turismo su base locale formata da tecnici, amministratori ed operatori del settore che permetta di perseguire con maggiore efficacia lo sviluppo turistico del territorio. 5) Recupero del Patrimonio Immobiliare Comunale: PalaNaxos, Palatenda, Campetti di contrada Pallio, Cine-Teatro R. Anselmi, rappresentano soltanto alcune delle tante cattedrali nel deserto, macerie lasciate da una gestione politica dissennata. Occorre cercare di recuperare nel minor tempo possibile queste infrastrutture tramite l’intercettazione di bandi di finanziamento, attraverso partnership virtuose con i privati considerando, nei casi più complessi, anche l’alienazione dei beni. 6) Democrazia Partecipativa: Urge restituire decoro all’immagine che i cittadini hanno delle istituzioni. L’unico modo per farlo è riuscire a riavvicinare i membri della nostra comunità alle sedi istituzionali consentendo loro di incidere sui processi decisionali. Si è fatto troppo poco, finora, per diffondere la cultura della partecipazione. Bisogna lavorare a stretto contatto con le scuole per stimolare nei ragazzi la passione nei confronti dell’impegno civico. Bisogna regolamentare nuove forme di partecipazione e rendere esecutivi gli strumenti già approvati come il regolamento sul bilancio partecipativo. Investire in questo settore significa sostenere e rafforzare una cultura di trasparenza, partecipazione ed impegno all’interno della nostra comunità.

«Ci aspetta una notte lunga due anni e mezzo. Una notte buia e piena di terrori. Vogliamo attraversarla insieme a tutte quelle persone perbene che intendono tenere accesa la luce della speranza, dell’onestà e della trasparenza. La notte è oscura, ma dietro la nera cortina delle tenebre c’è sempre un’alba che ci aspetta». Hanno concluso i membri di “Naxos In Movimento”.

© Riproduzione Riservata

Commenti