Il piazzale della stazione della funivia di Mazzarò invaso dal fango nel settembre del 2015
Il piazzale della stazione della funivia di Mazzarò invaso dal fango nel settembre del 2015

«Sul costone che domina Mazzarò si stanno facendo allarmismi e discorsi confusi. Certamente si potevano e si dovevano fare da parte del Comune dei lavori di riassetto ambientale che io stesso avevo sollecitato, ma la funivia non è a rischio. Questo va chiarito una volta per tutte». Lo afferma l’ex delegato del sindaco per Mazzarò, Giovanni Aucello che lo scorso luglio ha dato le dimissioni dall’incarico di responsabile nella frazione dove adesso fanno di nuovo paura le prossime piogge. Il ricordo dell’alluvione del settembre 2015 non è tramontato, è ancora aperta la ferita di quella valanga di fango che si è abbattuta allora sul piazzale della frazione di Mazzarò e che ha soprattutto danneggiato in maniera grave la funivia.

Quegli eventi determinarono la chiusura della funivia per 9 mesi. Adesso, alla luce di lavori, sbancamenti, movimenti di terra e allacci fognari in atto o già eseguiti nel costone che sovrasta Mazzarò, è tornata in primo piano la paura e perciò l’Ufficio Tecnico comunale e la Polizia municipale hanno eseguito un sopralluogo finalizzato ad accertare se tutto sia in regola o meno. «È chiaro che una certa pericolosità complessiva a monte della frazione di Mazzarò ci sia – spiega Aucello – e io stesso avevo segnalato la situazione in Comune e all’Ufficio Tecnico ma non sono stato mai ascoltato. Non a caso poi mi sono anche dimesso, perché la mia voce è rimasta inascoltata. In quella zona tutto si va ad immettere in due condotte che sfociano nella pendice del torrente. Avevo chiesto e sollecitato che venisse realizzato uno sbarramento di rottura alla base del torrente per evitare un particolare afflusso di acqua nel piazzale e che venisse anche sollevata la terra smossa. Ci sono dei lavori di riassetto ambientale che potevano e dovevano essere eseguiti per avere una condizione di maggiore tranquillità nel piazzale che due anni fa venne completamente invaso di fango».

Funivia al sicuro. «Ma tutto ciò premesso – continua Aucello – la funivia non è a rischio e lo voglio sottolineare a chiare lettere. Rispetto a due anni fa, c’è un muro adesso di 2 metri in cemento armato protetto e la funivia ha una buona protezione perché in questo si sono impegnati il liquidatore Agostino Pappalardo, il direttore d’esercizio Sergio Sottile e il sottoscritto allora delegato. Per il resto, come detto, il Comune poteva fare altro e doveva fare di più per limitare i flussi d’acqua verso valle. Se le cose si fanno con intelligenza, i danni poi si limitano almeno del 50%».

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