Andrea Raneri, il vicesindaco di Taormina
Andrea Raneri, il vicesindaco di Taormina

Il Comune di Taormina presenterà un’istanza di finanziamento da 3 milioni e 200 mila euro alla Regione per ottenere i fondi necessari alla ristrutturazione del Capalc, l’ex scuola convitto albergo di contrada S. Antonio. Lo ha reso noto il vicesindaco ed assessore al Patrimonio, Andrea Raneri. La possibilità di attingere ad un finanziamento per la riqualificazione del complesso che ormai da tempo versa in condizione di abbandono e degrado assoluto è emersa durante una trasferta dello stesso Raneri e dell’assessore Gaetano Carella a Palermo, che ha riguardato in particolare la situazione di emergenza delle scuole taorminesi. E in quella occasione è emersa l’opportunità di attingere a dei fondi messi a disposizione da un bando.

L’ipotesi. «Il Capalc potrebbe essere recuperato e un’ipotesi alla quale guardiamo con attenzione è quella di poter realizzare una scuola di alta professionalità, quella che un tempo si chiamava scuola alberghiera – spiega Raneri -. Il tutto potrebbe avvenire passando per i fondi messi a disposizione dal Miur e in questo contesto a Taormina potrebbero toccare, per l’esattezza, 3 milioni e 200 mila euro. Lavoreremo per intercettare tali risorse. Entro fine mese potremo iscriverci informaticamente all’apposita piattaforma per avviare la procedura di richiesta dei fondi e poi a novembre avverrà la presentazione della richiesta definitiva delle somme per un progetto di ristrutturazione e nuova costruzione. In sostanza c’è la possibilità di riqualificare il complesso esistente e di renderlo funzionale dopo tantissimi anni di abbandono». Si torna, insomma, a parlare di una eventuale riattivazione della struttura, per la cui rifunzionalizzazione c’è chi sostiene che basterebbe una somma quantificabile in 200-300 mila euro e chi, invece, è dell’avviso che siano necessarie cifre milionarie. All’interno i locali si presentano sporchi e parecchi ambienti sono stati completamente “depredati” di arredi ed oggetti che si trovavano nella struttura.

I lavori da fare. All’interno, in ogni caso, bisognerà rifare l’impiantistica, ripulire, disinfestare, tinteggiare i locali ed approntare gli spazi, anche se va detto che ad esempio ogni stanza del convitto dispone di servizi igienici. Il Capalc si trova, in definitiva, al bivio e si capirà presto se rimarrà la vergogna degli ultimi 20 anni di politica taorminese o se, invece, si potrà aprire una nuova fase ridando funzionalità a quello che potrebbe sicuramente rappresentare un valore aggiunto per la città. L’idea che prende quota è quella di un tentativo di fine legislatura per una “resurrezione” del Capalc, struttura finanziata negli Anni Ottanta dalla Cassa del Mezzogiorno, sulla quale spesso si è parlato della prospettiva (poi senza esito) di una scuola professionale ma oggi rimasta in uno stato di abbandono ormai ventennale.

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