Dissesto idrogeologico
Il piazzale della stazione della funivia di Mazzarò invaso dal fango nel settembre del 2015

Si avvicina il ritorno delle piogge e con l’approssimarsi del maltempo il Comune di Taormina prova a fare prevenzione per scongiurare le conseguenze spesso drammatiche che hanno determinato, soprattutto negli ultimi 15 anni, i primi acquazzoni post-estivi. Basti pensare alla frana che ha devastato la funivia nel settembre 2015 o allo smottamento nello stesso periodo alla Villa comunale, e allora la casa municipale ha stanziato 18 mila euro con «la necessità e l’urgenza di provvedere ad eseguire lavori di manutenzione ordinaria e pulizia delle caditoie di acque meteoriche delle strade comunale di Taormina centro e frazioni». L’ufficio tecnico di Palazzo dei Giurati è stato, in tal modo, chiamato a eseguire interventi nella rete in particolare delle condotte fognarie. A seguito di segnalazioni e verifica sullo stato dei luoghi, per evitare problemi di carattere igienico sanitario, è necessario ed urgente provvedere ad eseguire opere di manutenzione ordinaria di pulizia nelle aree a rischio. Si dovrà intervenire con rapidità anche perché si tratta di dover garantire «la tutela della pubblica e privata incolumità».

Strade pantano. Il problema è che in realtà a Taormina ad ogni pioggia le strade si intasano puntualmente di acqua e ci vorrebbe ben più di 18 mila euro per sistemare disfunzioni ataviche che si riscontrano in modo impietoso e indecoroso nei mesi invernali sia in centro che nelle frazioni. Eloquente appare il video che a suo tempo è finito sul web mostrando il Corso Umberto allagato all’inverosimile come una piscina. E si trattava del cosiddetto salotto di Taormina, figurarsi le frazioni che presentano criticità ben peggiori che necessitano da anni di interventi che non arrivano poi mai. Per non parlare del sentiero Bongiovanni dove la pioggia crea una versione in salsa siciliana delle Cascata delle Marmore ma da tanti anni il Comune non si preoccupa di canalizzare e regimentare le acque. E allora 18 mila euro appaiono come una goccia nell’oceano.

Le aree ingessate. I lavori interesseranno 23 aree di Taormina centro (tra cui Via Roma, Via Fontana Vecchia, via Cappuccini, Via Pirandello e Via Fazello, piazza Pagano, Terminal Bus), 2 zone a Mazzeo (lungomare e via De Gasperi), 7 aree a Trappitello (tra le quali Via Francavilla). Si tratterà di una vera e propria corsa contro il tempo perché la stagione del bel tempo volge ormai al termine e l’incombere delle piogge rischia di vanificare l’impegno di spesa da parte della Giunta. L’obiettivo sarà, insomma, quello di avviare le opere già in questi giorni per completare tra la fine del mese ed al massimo inizio ottobre tutto quanto dovrà essere posto in atto nelle frazioni e nel “salotto” della Perla dello Ionio, senza dimenticare che oltretutto si va verso l’altro grande appuntamento dell’anno in città, dopo il G7 dello scorso maggio, e cioè il G7 delle Pari Opportunità del 15 e 16 novembre. Taormina deve garantire, insomma, da un lato una condizione di fruibilità in sicurezza del territorio ai propri residenti ma anche agli ospiti d’eccezione attesi a fine anno per l’evento che chiuderà ufficialmente l’anno di presidenza italiana del vertice dei sette grandi.

© Riproduzione Riservata

Commenti