La consigliera comunale del Partito Democratico, Graziella Longo
la consigliera comunale Graziella Longo

Torna in primo piano la questione dei bilanci di Asm e dopo sei anni di liquidazione il futuro della municipalizzata è al bivio. Sull’argomento si sofferma in una nota la consigliera comunale del Pd, Graziella Longo. «Ritengo necessario – scrive Longo – fare chiarezza sulle vicende dell’ASM onde sgombrare il campo dalle inesattezze e ristabilire la verità. Nel settembre 2011 il Consiglio Comunale – con delibera n. 32 – decise di porre in liquidazione l’Azienda Servizi Municipalizzati. Questa scelta – priva di reale motivazione e profondamente errata – arrivava dopo il raggiungimento (maggio 2010) di un accordo transattivo tra il Comune e l’Azienda che aveva definito i rispettivi rapporti di dare ed avere fino al 31.12.2009. Sulla base dello stesso l’ASM evitava al Comune il riconoscimento di debiti fuori bilancio per oltre Tre milioni di euro (comprovati da servizi resi e non interamente pagati e sentenze favorevoli relative a diverse annualità di TARSU non dovuta), compensati – nel triennio 2010-2012 – con condizioni gestionali favorevoli ad una fase di rilancio della Azienda anche nei rapporti con lo stesso Comune e che dovevano servire ad evitare all’Ente, nel futuro, l’insorgenza di ulteriori debiti. Tra quelle condizioni vi era anche la definitiva assegnazione all’ASM della gestione dell’area della “Madonnina” in via M.N. Garipoli. Ancora, il bilancio dell’ anno 2010 dell’ASM (regolarmente approvato dall’Azienda e dal C.C.) chiudeva con un utile di esercizio. Nonostante tutto ciò, nel settembre 2011, l’Azienda veniva messa in liquidazione. Nel giugno 2013 si sono svolte le elezioni amministrative. I consiglieri comunali eletti – nella loro gran parte – erano gli stessi che avevano deciso la “finta” liquidazione della Azienda. Alcuni di loro sono a capo della attuale amministrazione. Da qui la loro volontà di difendere una scelta sbagliata e gravemente pregiudizievole per gli interessi della città. Il liquidatore del tempo dott. Tajana redigeva bilanci errati per l’anno 2011 e 2012 e risultava una forte perdita per l’anno 2011 (quello della messa in liquidazione) ed un sorprendente risultato positivo per l’anno 2012. Ciò anche al fine di porre in risalto la propria miracolistica gestione (peraltro non scevra da numerose altre gravissime irregolarità), nonché la bontà della decisione del consiglio comunale. Tale mistificazione della realtà è stata però smascherata dai puntuali interventi e dalle iniziative dei consiglieri del Partito Democratico, che hanno denunziato pubblicamente la gravissima situazione che si è determinata. Ancora oggi il Consiglio Comunale non ha avuto il pudore, nonostante le richieste ed i solleciti della sottoscritta e degli altri due consiglieri del P.D., di procedere all’esame dei bilanci degli 2011 e 2012, approvandoli o respingendoli».

Discontinuità reale? «Evidentemente, mancando ogni decisione circa questi atti fondamentali, neanche i bilanci dell’ ASM per gli anni 2013, 2014, 2015 e 2016 – afferma Longo – sono stati esitati dal Consiglio comunale. Nel frattempo lo stesso Consiglio Comunale ha pure trovato il modo di sbarazzarsi del primo liquidatore (evidentemente non più funzionale), arrivando nell’ottobre 2014 alla nomina del dott. Pappalardo. Nel frattempo si era pure fortemente rischiato, per la accertata negligenza di ASM, di perdere i contributi – statali e regionali – dovuti all’Azienda per il trasporto ed il rinnovo contrattuale. I detti contributi sono stati recuperati grazie all’intervento della scrivente presso gli enti competenti e sono quindi pervenuti all’ASM nell’anno 2015, consentendo così all’attuale liquidatore di poter affrontare le spese straordinarie dovute alla chiusura dell’impianto funiviario a seguito dell’alluvione del settembre dello stesso anno. Di fatto nessuna discontinuità si è verificata con l’operato del precedente liquidatore. Il dott. Pappalardo non ha provveduto autonomamente a ritirare i falsi bilanci 2011 e 2012, ha presentato un errato bilancio 2013 poi rettificato grazie ai rilievi dei rappresentanti del Partito Democratico. Non vi è notizia dei bilanci 2014, 2015, 2016 e 2017. L’intento è evidentemente quello di rimettere ad una futura amministrazione la soluzione del “problema” ASM. L’attuale liquidatore, solo per segnalare altri gravi elementi, per anni non ha provveduto a riscuotere il ticket comunale nell’area della Madonnina, determinando un ingentissimo danno erariale per il Comune. Ancora, in spregio a quanto disposto con puntualità da diverse sentenze del Giudice del Lavoro, ha mantenuto e confermato illegittimi parametri assegnati al personale con danno economico di oltre 100 mila euro l’anno. L’opinione pubblica viene, però, ingannata con ripetute affermazioni circa l’ottimo stato di salute dell’ASM, la sua liquidità di cassa (invero mai venute meno), la meritoria (?) azione del liquidatore e la necessità di uscire dalla fase liquidatoria».

Il rebus dei bilanci. «La realtà, al di là delle bugie ammannite ai cittadini, è che ASM – continua Longo – nel 2011 non aveva, come non ne ha oggi, creditori alle porte, gli stipendi al personale sono sempre stati regolarmente corrisposti e l’Azienda non ha subito ripercussioni di sorta. Si vuole stendere un indecente silenzio sui bilanci di ASM 2011 e 2012 (che sono positivi come quello del 2010) e sul fatto che per gli anni successivi la buona tenuta di ASM è derivata dalla entrata in vigore – nel giugno 2012 – del raddoppio delle tariffe per l’utilizzo dell’impianto funiviario, con nuovi introiti per l’Azienda (a parità di condizioni con gli anni precedenti) di circa 800 mila euro l’anno.La definitiva dimostrazione della superficialità con il cui il Comune ha affrontato i rapporti con l’ASM è data dalla circostanza che si è incredibilmente riproposta la necessità di dover nuovamente definire i rapporti dare/avere tra l’Azienda e il Comune di Taormina a partire dal 2010 ad oggi. Come già rilevato, i fatti sopra detti sono stati – in questi anni – oggetto di specifiche contestazioni in seno alla prima commissione consiliare ed in aula che si sono concretizzate in svariati atti formali indirizzati all’Assessore alle partecipate, al Sindaco, al Presidente del Consiglio ed in ultimo al segretario generale del Comune dottoressa Rossana Carrubba. Tempo scaduto. È ora di fare cessare l’ osceno silenzio che è calato sulla finta e paradossale liquidazione di ASM e di restituire l’Azienda ad una gestione ordinaria. Altro capitolo riguarderà l’approfondimento degli sprechi che sono stati perpetrati conseguentemente alla messa in liquidazione ed i danni economici che l’Azienda e lo stesso Comune hanno subito. Questi risulteranno palesi quando il Sindaco e la sua maggioranza troveranno il coraggio di discutere i bilanci in consiglio comunale».

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