La stazione della funivia di Mazzarò invasa dal fango nel settembre 2015
La stazione della funivia di Mazzarò invasa dal fango nel settembre 2015

Una vera e propria bomba ecologica che pende come una spada di Damocle sulla funivia di Taormina, e per l’esattezza sulla stazione di Mazzarò, quindi sul versante mare dell’impianto che collega su fune il centro storico proprio con il litorale. Stiamo parlando dei terreni che sovrastano la funivia, dalla piscina comunale verso valle dove si trovano diversi terreni privati. Lo scenario rischia di farsi esplosivo per alcuni lavori in atto, ed altri già effettuati, da parte di privati e allora torna d’attualità lo scenario del settembre 2015, quando la funivia e il piazzale di Mazzarò vennero investiti e devastati da una impressionante valanga di fango. In quel caso, come si ricorderà, si determinarono danni enormi alla funivia, rimasta ferma sino al maggio del 2016 e l’intero piazzale di Mazzarò, come d’altronde le cabine e gli impianti della funivia, vennero inondati di fango giunto dalla zona a monte ad una velocità ed intensità impressionante. Ora il timore è che, due anni dopo, quello scenario possa tornare realtà ed investire nuovamente la funivia, struttura che tra luglio e agosto ha fatto registrare oltre 32 mila passaggi in più di quanto avvenne nel 2016 nello stesso periodo e che sta avendo numeri impressionanti anche nel mese di settembre. Mentre la funivia si conferma “cuore pulsante” del turismo di Taormina, e ossigeno puro per le casse di Asm, c’è da fare i timori con i rischi che le piogge ed il ritorno poi del maltempo potrebbero comportare da monte verso valle, a due anni di distanza dalla bomba di fango che devastò la funivia.

Accertamenti in corso. Per questo martedì mattina l’Ufficio Tecnico e la Polizia municipale hanno effettuato un’ispezione in alcuni terreni privati, per verificare la situazione, ed in particolare in delle proprietà dove si stanno effettuando dei lavori di allaccio alle condotte fognarie ma anche in oggetto alla segnalazione di sbancamenti che rischierebbero di determinare dei possibili smottamenti. Gli agenti della Polizia locale e i tecnici del Comune hanno effettuato dei rilievi e faranno adesso una relazione in una vicenda che diventa fondamentale per prevenire il ripetersi di fatti che hanno costretto Asm ad investire nel 2015 circa 500 mila per la ristrutturazione della funivia. Altra situazione anch’essa a rischio pare essere quella di un terreno che sovrasta la funivia su un fianco, nella stazione di Mazzarò e dove si è arenata la soluzione di un’intesa tra Asm e dei privati di Milano. Asm ha, anzi, nominato un legale con procedura di negoziazione assistita e si potrebbe finire in questo caso in contenzioso per dirimere a chi toccherà fare i lavori di messa in sicurezza di quel tratto di costone.

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