Polizia municipale Taormina
Polizia municipale Taormina

Una donna di nazionalità nigeriana di 40 anni è stata arrestata nel fine settimana appena trascorso dalla Polizia locale per resistenza e lesioni aggravate. La donna, di corporatura robusta, aveva richiamato l’attenzione di un turista chiedendo in Corso Umberto l’elemosina con insistenza e il turista si era quindi recato presso il locale Comando di Polizia municipale segnalando che in zona c’era una persona che mendicava. A quel interveniva il vicecomandante Daniele Lo Presti, coadiuvati dagli ispettori Alfio Puglia ed Eugenio Longo. I tre hanno chiesto di esibire il documento di identità alla persona in oggetto la quale in lingua italiana diceva di non averne per poi iniziare in un secondo momento a urlare in inglese. La scena si è verificata sotto gli occhi dir tanti turisti che in quel momento si trovavano in Corso Umberto nel cuore della cittadina turistica. La donna ha tentato di andare via e di sottrarsi al controllo della Polizia locale ma il vicecomandante Lo Presti ha impedito alla medesima la fuga. La donna, per tutta risposta, passava alle vie di fatto aggredendo i tre con calci, pugni, graffi e morsi. Lo Presti insieme ai colleghi, non senza faticare, è riuscito a contenere la resistenza della donna per poi applicarle le manette su uno dei due polsi. Proprio la forte resistenza impediva di applicarle le manette al secondo polso.

Precedenti per altri reati. Alla fine la donna è stata trasportata dagli agenti presso il Comando dei Carabinieri per il foto segnalamento e con l’accusa di resistenza e lesioni aggravate ai danni di pubblico ufficiale. La donna, oltretutto, era stata destinataria di due denunce a piede libero per altri reati e nella fattispecie con provvedimenti da parte della Polizia locale di Catania e dei Carabinieri di Letojanni. Ed anche in caserma a Taormina l’arrestata non voleva entrare in camera di sicurezza, quindi è stata sottoposta ad un trattamento medico per calmarla e placarne la furia. La donna è stata tradotta infine a Messina nel carcere di Gazzi. Nella colluttazione ha causato agli agenti Puglia e Longo 10 giorni di prognosi per traumi contusivi e 5 giorni a Lo Presti per ecchimosi sul braccio sinistro.

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